United Red Army (2008) di Koji Wakamatsu

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United Red Army (2008), [DivX – Jap Mp3 – Sub Ita] Hardsub

(Le vere cronache: L’Armata rossa unita – La strada verso il Monte Asama)

Film storico che narra le vicende che portarono in Giappone nel 1971 alla formazione del gruppo terroristico di ispirazione comunista United Red Army. Una storia che parte dal 1960 ed arriva al 1972, anno in cui gli ultimi componenti del gruppo furono arrestati.
3 ore e passa di film intensissimo, quasi impossibile fare un resoconto di tutti i dati storici riportati in particolare nella prima parte, con nomi e cognomi, immagini di repertorio miste a finzione, la parte che racconta come, a partire dal ’60 in particolare col movimento studentesco, in Giappone siano iniziati i disordini con repressioni governative estremamente dure. Il paese usciva da un periodo di dipendenza dagli stati uniti ed era in ballo la permanenza di questi ultimi alla base di Okinawa. Dal 1951 era stata decretata la fine dello stato di guerra e contemporaneamente stipulato il “Trattato di sicurezza” nippo-americano. Nel ’60 scadeva ma la dipendenza economica del Giappone spinse il governo a rinnovarlo, con usufrutto ancora della suddetta base, strategica per le guerre che poi sappiamo.  Fra gli studenti nasce la protesta e si forma un forte movimento, con intenti interventisti, che rafforza le proprie convinzioni politiche soprattutto dopo la rivoluzione culturale cinese del ’66.
Alla fine degli anni ’70 però, dopo sommosse ed occupazioni, rimangono fondamentalmente due gruppi, “Red Army Faction” con leader lo studente Tsuneo Mori e i maoisti del “Revolutionary Left Wing of the Japanese Communist Party” con leader la severa Hiroko Nagata, fuggono sulle montagne per addestrarsi e preparare la rivoluzione ed il loro esiguo numero li porterà ad unirsi in un gruppo che chiameranno appunto United Red Army. A questo punto finisce la (eccezionale!) parte docu-fiction ed inizia, sempre e rigorosamente riportante fatti realmente accaduti, la pura finzione.
Il gruppo vive tutto unito e svolge un severissimo lavoro di addestramento che è più mentale che fisico. Studiano, si allenano fisicamente, cambiano la base mano a mano che la polizia è sulle loro tracce. Fine del ’71, sono tutti ragazzi molto giovani, persino qualche minorenne, fanno ormai vita monastica e parlano anche degli anni passati oltre che di dottrina politica. Sempre più braccati per evitare delazioni decidono che nessuno potrà più allontanarsi, pena la morte.
Ad un certo punto partono con quella che chiamano “autocritica”: ognuno deve meditare sul proprio comportamento passato e presente per depurarsi di tutto ciò che è borghese, vigliacco ed inadeguato ad un rivoluzionario comunista. E’ l’inizio di una follia da incubo! Un vero inferno: non è sufficiente pentirsi a parole, vengono comminate pene fisiche, il colpevole viene colpito da tutti i suoi compagni, “per il tuo bene” gli dicono. Mori e Nagata sono in pieno delirio, ormai basta un niente per processare uno dei loro compagni, il primo morto la notte del 31.12.71, poi è un susseguirsi, viene persino codificata la condanna a morte come necessaria, già sono pochi e diventano sempre meno. Quando cominceranno in concreto la lotta armata sono ormai ridotti al lumicino. Il finale lo lascio da ammirare, è un apogeo.
La seconda metà del film è l’angosciante e spaventosa vita che l’URA conduce in quel modo. Una follia collettiva dove chi aveva un momento di lucidità veniva immediatamente sottoposto alla fatale autocritica. Uno sguardo ed una osservazione verbale di Mori o Nagata voleva dire quasi certamente morire, ed in modo terribile. Terrore costante, una cosa inimmaginabile, riprodotto da Wakamatsu mirabilmente, non potrei mai descriverlo come merita.

KojiWakamatsu

Info & Curiosità
Alcune persone mi chiedono che senso abbia fare un film oggi sull’Armata Rossa Unita. Mi piacerebbe rispondere con una domanda e chiedere loro se la situazione è cambiata. Qualcuno dei problemi di allora è forse stato risolto? È evidente che nulla è cambiato. Ci sono ancora guerre in tutto il mondo, il trattato di sicurezza con gli Stati Uniti esiste ancora e le autorità controllano i cittadini ancora più severamente. Non ho mai detto che quello che fecero i militanti della ARU fosse giusto, ma che cosa può dirsi “giusto”? Tutto ciò che conta è l’espressione delle nostre intenzioni”(Koji Wakamatsu)

Passato Fuori Concorso alla Berlinale 2008, l’ultimo film dell’eccentrico maestro giapponese Kôji Wakamatsu è l’evento speciale della sezione intitolata “Lo stato delle cose” che il Torino Film Festival dedica quest’anno al cinema politico e alla politica al cinema. La pellicola di Wakamatsu trova in questo spazio una cornice ideale per quello che è il suo intento principale: raccontare anche agli spettatori più inconsapevoli, per la giovane età o la lontananza dalle vicende nipponiche, la storia di un terrorismo utopico e disperato che insanguinò il Giappone degli anni ’60 e ’70.

Agli attori non era permesso trucco e arrivavano sul set già in costume, inoltre i loro agenti e manager non potevano assistere alle riprese. La colonna sonora e le musiche sono del compositore americano Jim O’Rourke.

Premio: Premio C.I.C.A.E. al 58° Festival di Berlino (2008) nella sezione ‘Forum’

Titolo: Tenshi no Kokotsu
Nazione: GIAPPONE
Anno: 1972
Genere: Drammatico
Regia: Koji Wakamatsu
Cast: Ken Yoshizawa, Rie Yokoyama, Yuki Arasa, Masao Adachi, Michio Akiyama, Yosuke Akiyama, Susumu Iwabuchi
Durata: 89 minuti

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United Red Army (2008) di Koji Wakamatsu was last modified: dicembre 1st, 2014 by glianni70.it

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