Un mondo battuto dal vento. I diari di Jack Kerouac 1947-1954 [Epub Azw3 – Ita]

Un mondo battuto dal vento. I diari di Jack Kerouac 1947-1954

Un mondo battuto dal vento. I diari di Jack Kerouac 1947-1954 [Epub Azw3 – Ita] 

Autore: Jack Kerouac 
Titolo: Un mondo battuto dal vento 
I diari di Jack Kerouac
1947-1954
Introduzione e note di Douglas Brinkley 
Lingua: italiano
Titolo originale: Windblown World
Traduzione di Sara Villa 
Genere: Romanzo 
Edizione: Mondadori 2006 
Dimensione del file: 3,57 MB 
Formato del file: Pdf Epub Azw3 

Oh, venti poderosi, che schiantate i rami novembrini! Il placido sole splendente, non toccato dalle furie della terra, abbandona il mondo all’oscurità, al selvaggio oblio e alla notte, mentre gli uomini tremano nei loro cappotti e si affrettano a tornare a casa. Poi le luci di casa scintillano in quelle profondità desolate. Eppure ci sono le stelle! Alte e luccicanti in un firmamento spirituale. Noi cammineremo fra mulinelli di vento, guardando intensamente attraverso le nostre sembianze terrestri, alla ricerca di un improvviso sorriso di intelligenza umana al di là di queste insondabili bellezze. Ora il ruggito della furia di mezzanotte e lo scricchiolio dei cardini e delle finestre, ora l’inverno, ora la comprensione della terra e della nostra presenza su di essa: questo dramma di enigmi e di doppi fondi, di sofferenze e di tristi gioie, queste cose umane nell’elementare vastità di un mondo battuto dal vento.
JACK KEROUAC, 12 novembre 1947

Jack Kerouac è famoso in tutto il mondo grazie all’immagine di sé che ha elaborato nei suoi romanzi autobiografici. Eppure solo nei suoi diari privati, nei quali dava voce alle ispirazioni fondamentali della sua vita e del suo pensiero, si rivela la sua anima più intima e profonda, la sua originalissima filosofia esistenziale. Ovunque Jack vagasse nella sua esistenza nomade, di solito portava con sé un taccuino a spirale o un blocchetto da controllore del treno, nel caso gli venisse voglia di annotare un pensiero improvviso o di comporre un haiku. In Un mondo battuto dal vento è riunita e organizzata una selezione di tali diari relativi a un periodo rivelatosi cruciale per lo scrittore: dal 1947 al 1954, gli anni immortalati nel suo capolavoro Sulla strada. Da queste pagine emerge il ritratto di un giovane funambolo della parola, che si accinge a diventare il principale creatore di miti letterari dell’America del dopoguerra attraverso i racconti romantici delle sue avventure terrene; un artista alla ricerca della sua voce autentica che considerava la scrittura come il suo compito sulla terra.

Nella prima parte si respira la motivazione che spinge il giovane Jack (poco più che 25enne) a voler ricalcare le orme dei suoi padri letterari, come Wolfe, Mann e Saroyan, nello scrivere un’opera impegnata, maestosa, formativa, densa di religiosità. Nella seconda parte assistiamo “in diretta” alla prorompente gestazione della sua opera più famosa, che alla leggenda della sua nascita istantanea contrappone invece la reale, lunga storia di riscritture.

Certo, la differenza tra i due periodi è evidente: La città e la metropoli si fonda su una scrittura tradizionale, ricca, volutamente ricercata, mentre Sulla strada ha una forma spontanea e diretta sin dalla primissima versione del 1948, sulla quale Jack scrive: “questo è il modo di scrivere più autentico, no? Incontrollabile, spaventoso e terribile”. A partire dalla riscrittura del 1951 il romanzo si baserà completamente sulla celebre prosa spontanea, la nuova forma espressiva senza filtri, che si rifà al bop, di cui Jack ha la rivelazione tra il 1950 e il 1951 grazie alla corrispondenza con Neal Cassady (non a caso l’eroe di On The Road e Visions Of Cody).

I diari di Kerouac, oltre a permetterci alcuni interessanti scorci nella composizione di queste opere, ci consentono di scoprire anche la forma originale degli appunti di viaggio di Jack (gli stessi viaggi resi poi immortali nel romanzo). È un vero e proprio cammino che rivela anche un lato fortemente religioso. Sappiamo che Jack rimane molto legato al cristianesimo delle sue origini, e in questo momento (che precede la scoperta del buddhismo) il legame è ancora forte, soprattutto quando si riferisce al padre (morto nel 1946: è subito dopo la sua scomparsa che Jack si mette al lavoro “sul serio” su La città e la metropoli) e alla madre (con cui avrà sempre un rapporto turbolento di amore e incomprensione).

Ancora una volta ci troviamo tra le mani un volume prezioso per il lettore che vuole approfondire la vita e le motivazioni dell’uomo-scrittore, offrendo un punto di vista ancor più personale e nudo di quanto già non offra il romanzo-tipo kerouachiano. Il valore strettamente storico, poi, è innegabile: se Jack non avesse tenuto questi diari con maniacale costanza, non avrebbe poi dato vita a On The Road, né forse a nessun altra delle sue opere. Infatti, oltre a un’incredibile memoria fotografica (senz’altro uno dei talenti grazie a cui i suoi testi sono così ricchi, scritti anche a distanza di anni dagli eventi vissuti), Kerouac tiene diari e taccuini di ogni evento, pensiero o idea, e conserva il proprio archivio con estrema cura fino alla fine dei suoi giorni. Quanto sembra lontano, questo ritratto, con quello dell’hipster scapestrato capace solo di godere dell’attimo presente! L’ennesima contraddizione che segna l’immagine di Jack, provvedendo a definire l’autentica natura di questo grande scrittore.

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