I sotterranei – Jack Kerouac (1958)

I Sotteranei

I sotterranei – Jack Kerouac (1958), [Pdf – Ita] Beat generation

 

I sotterranei è un romanzo dello scrittore statunitense Jack Kerouac che venne pubblicato nel 1958 a New York.
« Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora; in alte parole questa è la storia di uno sfiduciato che non è più padrone di sé e insieme la storia di un egomaniaco, per costituzione e non per facezia. »
(Jack Kerouac, I sotterranei, Feltrinelli, Milano 1992)

 

Autore:Kerouac Jack
Titolo:I Sotterranei
Anno:1958
Lingua: Italiano
Genere:Beat Generation
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Formato del file: PDF

 

Trama
La storia, che si svolge sullo sfondo di una San Francisco nascosta, notturna, ricca di hipsters focosi e frenetici dediti all’alcol, alle droghe e al sesso libero, appassionati di Jazz e di vita, narra il rapporto d’amore tra lo scrittore Leo Percepied (Kerouac) e Mardou Fox, ragazza nera e tossicodipendente, tra rifiuto ed attrazione trascendente.
La relazione, che viene sprecata perché posposta al desiderio di libertà, di indipendenza e soprattutto dal senso di irresponsabilità, termina in modo sommesso senza scosse e drammi così come era iniziato e si rivela un altro fallimento nella vita del protagonista.
Si tratta di un percorso nelle vie di Frisco che realmente furono ai tempi della Beat generation con tanto di riferimenti ai compagni dello scrittore come Allen Ginsberg (Adam Moorad), Gregory Corso (Yuri Gligoric), Lawrence Ferlinghetti (Larry O’Hara) e William Burroughs (Frank Carmody), di animate riflessioni sulla vita e sull’amore trascritte attraverso il “linguaggio della corrente del fiume dei suoni, parole, buio, che portano al futuro…” che sarà poi la famosa prosodia bop tipica dello scrittore americano.
Henry Miller,[1] che definiva Kerouac “uno spontaneo prosodista bop”, scrisse in proposito, nella prefazione al libro: “Jack Kerouac ha violentato a tal punto la nostra immacolata prosa che non potrà più rifarsi una verginità.” Intendendo con ciò complimentarsi per la sapiente capacità di manipolare le parole che possedeva Kerouac.
Il libro in Italia fu processato per oscenità alla sua prima apparizione sulla collana “Comete” edita da Feltrinelli, per poi esserne assolto per la “bellezza lirica di alcune sue immagini…”. Oggi il libro è alla sua venticinquesima ristampa italiana.
Il suo titolo è un omaggio all’amico poeta Allen Ginsberg che coniò il termine per indicare il popolo hippie di San Francisco.

L’opera
Capolavoro indiscusso della prosodia bop, “I sotterranei” è un continuo flusso mentale ragionato, il cui punto chiave è sganciarsi dalla ragione. Kerouac si rifà, per sua stessa dichiarazione, anche nel testo, alla scrittura automatica dei surrealisti, a Yeats, alle teorie di Freud e Reich, ma anche, si può aggiungere, alla musica be bop dei neri del Jazz e al buddhismo Zen cui la Beat Generation si era molto avvicinata. In linea con la leggenda e con le pratiche di raggiungimento dell’estasi tipiche dei beatniks, il romanzo, sia per confessione dell’autore che per alcuni elementi rintracciabili nel testo, sembra sia stato scritto in tre notti di luna piena, subito dopo la separazione da Mardou e sotto l’effetto della benzedrina.
Il discorso narrativo del protagonista è un eccellente esempio dell’attuazione di quella “prosa spontanea” che l’autore sosteneva così calorosamente nel 1958 sulla rivista “Evergreen Review”
« Scrivete in stato d’incoscienza, di semi-trance… seguendo… le leggi dell’orgasmo »
e che diventerà, con il “Tridecalogo” successivo, quello che la generazione beat considererà il suo manifesto, non solo ideologico ma anche letterario.
Innovativo ed entusiasmante elemento dello scrivere del Gran Ricordatore (come lo chiamavano gli amici per la capacità di ricordare i dettagli e di segnare le cose più importanti su un taccuino) è modellare completamente le situazioni dando il via ad un flusso di coscienza, che Kerouac descrive nelle regole de “The essentials of Spontaneuos Prose”, capace di spaziare su ogni argomento, sensazione, immagine, sentimento e poi riunire tutto in splendide ed indimenticabili descrizioni nevrotiche, commoventi, febbricitanti, a tratti deliranti o angeliche e malinconicamente dolci. Descrizioni che possono sembrare delle accolte, ma che, invece, si dimostrano i vari riflessi di una mente senza schemi imposti, proprio così come volevano vivere i beatniks. Ed è per questo che Kerouac è ricordato come il loro padre morale.

Versione cinematografica
Nel 1960 fu prodotto da Arthur Freed, con la regia di Ranald MacDougall, The Subterraneans, un adattamento cinematografico del romanzo, in cui le origini afro-americane di Mardou Fox vengono cambiate in quelle francesi di una giovane ragazza (interpretata da Leslie Caron), per meglio rispecchiare la società e i gusti “hollywoodiani”. Deriso e aspramente criticato da Allen Ginsberg per le piatte caratterizzazioni dei personaggi, il film rappresenta il tentativo dell’industria cinematografica di sfruttare la emergente popolarità della cultura Beat. In Italia il film è conosciuto con il titolo La nostra vita comincia stanotte.

Edizioni
Jack Kerouac, I sotterranei, collana Economici, traduzione di anonimo, Feltrinelli, 1992, pp. 163, cap. 2. ISBN 88-07-80511-1

I sotterranei – Jack Kerouac (1958) was last modified: novembre 25th, 2014 by glianni70.it

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