Servizi e guerra non convenzionale Chi c’è dietro la Falange Armata?

Servizi e guerra non convenzionaleServizi e guerra non convenzionale Chi c’è dietro la Falange Armata?

di Giuseppe Pipitone

Gli Ossi, i servizi e la guerra non convenzionale: dentro la Falange

Ci sono storie che alla fine nascondono nella loro genesi un frammento che può forse aiutare a decriptarne l’origine. Sarà per questo che, per provare a scavare dentro la Falange, i giornalisti Massimiliano Giannantoni e Paolo Volterra (autori del libro “L’operazione criminale che ha terrorizzato l’Italia”) risalgono al 24 ottobre 1990: da quel giorno in cui, cioè, Andreotti conferma pubblicamente l’esistenza di Gladio, collegandola alla VII divisione del Sismi, e di fatto bruciando una serie di coperture di gladiatori in quel momento ancora in attività. Solo che quando Andreotti interviene a Montecitorio nella VII divisione del Sismi è già cambiato qualcosa, è stato già creato un gruppo di agenti più ristretto, ancora più segreto della stessa Gladio: si chiamano Ossi, acronimo di Operatori Speciali Servizio Italiano, descritti in un documento riservato del Sisde come “personale specificatamente addestrato per svolgere in territorio ostile e in qualsiasi ambiente, attività di carattere tecnico e operativo connesse con la condotta della guerra non ortodossa”.

Mentre il Parlamento viene a conoscenza dell’esistenza dei gladiatori, poco prima che Cosa nostra iniziasse a pianificare la strategia della tensione mettendo nel mirino politici, magistrati e civili, c’è un gruppo ristrettissimo di agenti segreti super addestrati, con competenze particolarmente raffinate nell’ambito degli esplosivi, delle azioni di intelligence, della guerra non convenzionale, che sfugge a qualsiasi controllo. Nello stesso momento compare la Falange Armata, un sedicente gruppo terroristico che forse in realtà non esiste, non è mai esistito: esiste la firma, la sigla, una scatola vuota che serve soltanto a rivendicare operazioni svolte da altri, a telefonare alle redazioni delle agenzie di stampa, a lanciare proclami inquietanti, a creare panico, destabilizzare, a condurre una guerra sul fronte dell’informazione, una guerra non convenzionale appunto.

E proprio mentre la Falange dilaga al seguito del terrore della Uno Bianca, di Cosa Nostra, dei patti Stato mafia, c’è un uomo che inizia a raccogliere informazioni proprio su quella misteriosa divisione del Sismi: si chiama Francesco Paolo Fulci, è un ambasciatore, e tra il maggio 1991 e l’aprile 1993 viene nominato segretario del Cesis, il comitato esecutivo per i servizi informazione e sicurezza. Subito dopo il suo insediamento, Fulci riceve strane minacce, strani avvertimenti, scopre addirittura che il suo stesso appartamento è pieno di microspie: l’ambasciatore comincia ad avere dei dubbi sulle azioni svolte da alcuni agenti della VII divisione del Sismi. E dopo alcuni mesi d’indagine interna completa una lista di sedici nomi, tutti 007 appartenenti alla VII divisione (tranne uno che appartiene alla prima), che per lui avrebbero un ruolo nelle operazioni della Falange Armata. Quella lista di Fulci finirà poco dopo addirittura in Parlamento, inserita in un’interrogazione parlamentare dell’onorevole di Rifondazione Comunista Martino Dorigo: il deputato vuole sapere dalla presidenza del Consiglio quale sia lo status giuridico dei sedici 007 all’interno del Sismi, quali mansioni svolgano e se per caso il Governo non volesse rendere disponibili le schede personali di ognuno di loro, in modo tale da facilitare le inchieste della magistratura sulla Falange. Fascicoli che agli investigatori non perverranno mai, mentre nel frattempo, chiusa la stagione stragista, la Falange evapora, scompare, senza lasciare traccia di sé. Nessuna rivendicazione, nessun comunicato per commentare l’azione di rappresentanti del governo, del Dap, del capo dello Stato. Poi, alla fine del 2013 arriva quella lettera nel carcere di Opera: “Riina chiudi la bocca, per il resto ci pensiamo noi”. Nello stesso momento in cui la procura di Palermo prova a mettere a posto tutti i tasselli di una storia mai raccontata per intero, la Falange batte un colpo dopo vent’anni di sonno. Che cosa ci sia dietro quella sigla, dentro quella scatola vuota nata tre giorni dopo la morte di Gladio, non è ancora oggi dato sapere.

fonte: http://www.loraquotidiano.it

Servizi e guerra non convenzionale Chi c’è dietro la Falange Armata? was last modified: febbraio 16th, 2015 by glianni70.it

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