Riso Amaro

risoamaroRiso Amaro

Dopo le avventure editoriali di “Roman High Roma Sotto”/”Fallo!” (1971-1973), i libri di “Fallo!” (vari editori 1973-1977) e il numero unico “Il Bene” (1978), nel 1979 Angelo Quattrocchi dà vita ad una nuova rivista di fumetti che durerà lo spazio di due sole uscite; nel primo numero a fare la parte del leone sono i classici dell’underground americano: Shelton, Crumb, Griiffith e Cobb. Matteo Guarnaccia, già apparso su svariate testate della controcultura e in seguito ospite delle pagine di “Gong” e il “Mago”, pubblica note di viaggio da Bangkok con tavole illustrate; per finire, oltre alle rubriche di consigli su dischi (Dario Salvatori) e libri (a cura di Stampa Alternativa), flash satirici di Paolo Giaccio sulla tv ed interventi di attualità firmati da Gianluigi Melega e Nicola Caracciolo.

L’Editoriale:
RISO AMARO. Ci pare un titolo che racchiude questo nostro tempo, amaro. Che si avvia verso uno strano e pesante regime. Che si fa beffe del popolo (coglione), in una atmosfera cupa, corrusca. C’è poco da ridere, si direbbe a Milano. Insomma, meglio ridere che non piangere. Siamo solo un mensile di fumetti, e varia umanità. Entriamo in campo senza editori né capitali alle spalle, con lire rischiate in proprio. Ma siamo completamente indipendenti, anche da ogni condizionamento industrial culturale. Del resto ve ne accorgerete leggendoci. Lo siamo anche, soprattutto, nei fumetti.
Da una parte abbiamo il nouveau punk del Male (e il suo cugino Cannibale)interprete fedele delle malefatte di questa sciagurata repubblica. Dall’altra linus e i suoi vicini, a sgranare da sempre un rosario di penauts e strip predigerite (per quanto belle).
Noi nasciamo con un intento radicalmente diverso, e radicale. Vogliamo portare al pubblico i grandi fumetti “radical” che sono nati nella splendida stagione alternativa degli anni Sessanta e Settanta, in America, ma anche a Londra, Parigi, e perché no? anche in Italia. C’è una grande ricchezza, ormai quasi una tradizione, di fumetti nati dalla strada, dalla gente e fatti dalla gente: immediati godibili dirompenti. Il fumetto convenzionale, di regime, dalla Marvel comics (una multinazionale) all’Intrepido, tanto per intenderci, rispetta un rigido codice di censura, che pubblicheremo:
Dal “niente più del bacio” al “crimine non paga” sono prodotti confezionati bene, moralmente letali: eroina della mente. Contro le leggi di questa grande industria mondiale, ci sono state, e ci sono, ribellioni, ovviamente.
Qui pubblichiamo una storia di Crumb, che nell’estate dei fiori di S. Francisco (1968), ormai leggendaria, girava per le strade vendendo il suo fumetto, che si era fatto, stampato con due lire. Aveva 18 anni. Diventerà poi il grillo parlante e filosofo del movimento amerikano.
Matteo, che qui ha due tavole su Bankok, vendeva i suoi disegni di omini dolci per le strade ruggenti della Breara primi anni Settanta a Milano, su un giornale eliografato dal nome assurdo di “Insecten secte”. Proprio come Crumb, guarda caso. C’è una ciltura imperiale (nel fumetto come nella musica, etc.) e una controcultura, ecc.
Vi proporremo le cose migliori di questa, Amerikane, ma anche giapponesi, francesi, inglesi, italiane. Classiche ed anche nuove: Basta che ci sosteniate, e ci facciate comprare, fin da questo numero. Siamo nelle grandi citta (ma non nelle medio-piccole). Fateci cercare in edicola. La nostra pubblicità convenzionale non potrà che essere poca. Contiamo su quella di chi ci legge, quella orale, l’unico media che veramente appartenga alla gente, a voi.
Accanto ai fumetti, legandoci alla nostra tradizione di “ribelli” abbiamo chiesto a delle firme “radical”, fuori dal regime, di darci testimonianze di questi tempi, da riso amaro. E così abbiamo un delizioso racconto di Bukowski, lo scrittore dannato amerikano,che racconta di quando da ragazzino, andava a vedere lo streap tease, in una Amerika mitica anni Trenta. G.L. Melega ci manda una testimonianza dal luogo più oscuro d’Italia, il braccio G8 di Rebibbia, da lui visitato come parlamentare radicale. Nicola Caracciolo, l’antinucleare di Montalto, scrive sul black out. Su Patty Smith, volevamo raccontarvi della conferenza stampa-happening, divertentissima, di cui han detto poco e male. Poi le rubriche, libri, dischi (ne faremo altre) complemento indispensabile di critica a/nei media.
Che altro dire ? Siamo una delle pochissime voci, fuori dal Palazzo. Siamo qui per divertire, non predicare. Basta ? Aiutateci ad esistere
.”
Angelo Quattrocchi

Sommario del n. 1:
– Riso Amaro editoriale (Angelo Quattrocchi)
– Il nostro-eroe incontra la abominevole (Robert Crumb, 1971)
– Braccio G. 8 Rebibbia (Gianluigi Melega)
– Il pappagalo che fregò la narco! (Gilbert Shelton – Joe Brown, 1977)
– Cosa ha veramente detto Patti Smith – cronaca… (Robi Schirer)
– Dieci dischi da ascoltare(cercando di non “consumare”) (Dario Salvatori)
– Come ho superato la gelosia! (Bill Griffith, da “Young Lust # 1, 1971)
– Tavole (Ron Cobb 1975-1976)
– Bangkok (Matteo Guarnaccia)
– Black out (Nicola Caracciolo)
– Quando ero giovane io (Charles Bukowsi 1975, illustrazioni Robert Crumb)
– Riso Amaro (rubrica stampa)
– Libri (Flavio, Stampa Alternativa)
– Tele (Paolo Giaccio, illustrazione Max Capa)
– Astrologia (Luciana Marinangeli)
– Tavola (Robert Crumb)

Copertina: Robert Crumb, Home Grown Funnies (Kitchen Sink, 1971).

Direttore: Angelo Quatrocchi (viva i ruoli!).
Hanno partecipato a questo numero: Crumb, Melega, Shelton, Schirer, Salvatori, Griffith, Matteo, Caracciolo, Cobb, Pino, Bukowski, Flavio S.A., Max Capa e altri.

Reg. Trib. Roma 17806 del 26-9-79 – Dir. Resp. Daniela Romiti (lo fa per superare ostacolo vecchie leggi stampa, grazie). 
Stampa “15 Giugno” Magazzini Generali 30.

Formato 28×21 cm.

risamaro

Secondo ed ultimo numero di Riso Amaro (il titolo è contratto in “Risamaro”); ancora molto spazio ai comix americani: un episodio dei Furry Freak Brothers di Gilbert Shelton occupa infatti oltre la metà della rivista, ancora disegni satirici di Cobb e Crumb ed un fumetto di Jay Kinney. Matteo Guarnaccia è presente con un riadattamento da Arthur Charles Clarke (7 pagine disegnate nel 1977) ed una tavola; ancora, un fumetto di Luciano Pradella, un articolo su “Cannibale” (allora già finito) e rubriche su libri e dischi. Il “codice di autocensura dei fumetti”, promesso sul primo numero, non verrà pubblicato.
La rivista, trasferitasi a Milano, ha problemi di distribuzione, e probabilmente  la sua doppia anima (un po’ underground, un po’ radical) paga, con le scarse vendite, il mutato clima politico-culturale – gli anni ’70 ormai declinanti, la rivoluzione (forse) fallita, il ritorno al privato…

Sommario del n. 2:
– Ritorno alla terra con i Freak Bros. (Gilbert Shelton & Dave Sheridan 1976)
– Campo-Spalti 1-1 (Matteo Guarnaccia 1979)
– Tavole(Ron Cobb 1974-1975)
– Nulla, una storia inesistente (Luciano Pradella)
– I nove miliardi di nomi di Dio (Matteo Guarnaccia 1977)
– Cheap libri: rubrica povera ma di spirito
– Portami tante buste (Dario Salvatori)
– Cheap dischi (Giacomo Mazzone)
– Where are the cannibals gone? (Flavio Varone)
– New York (Gianfranco Graziani)
– Cartoline (Matteo Guarnaccia e altri)
– 4 kazzate a tavola con Benigni (Gianfranco Graziani)
– A karmic kind of love (Jay Kinney)
– No way out (Robert Crumb)
Copertina: Gilbert Shelton.

Direttore: Angelo Quatrocchi.
Dir. Responsabile Daniela Romiti.
Registrato al Tribunale di Roma n. 17806 del 26-9-79.
Direzione, redazione e amministrazione Milano, corso Lodi 47.
Stampa Grafica Editoriale Laus, corso Milano, Lodi.
E’ una pubblicazione edita da EDITOR’S STUDIO, corso Lodi 47, Milano.

Formato 28×20,5 cm.

Riso Amaro was last modified: dicembre 26th, 2014 by glianni70.it

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