Reggio Calabria i giorni della rabbia – La storia siamo noi

2010-09-15-reggio-calabria-1970Reggio Calabria i giorni della rabbia – La storia siamo noi  [DTTRip – DivX – Ita Mp3]

Il 14 luglio 1970 a Reggio Calabria scoppia la rivolta: i cittadini si ribellano al trasferimento del capoluogo regionale a Catanzaro. Attentati, barricate e scioperi devastano la città, al grido di “boia chi molla”, per dieci mesi fino all’arrivo dei carri armati.

Lo spunto me lo ha dato l’amico e collega Giusva Branca. Dopo aver visto il suo pezzo su strill ero curioso di leggere l’intervista rilasciata dall’ex Presidente del Consiglio Emilio Colombo al Sole 24 ore di mercoledi, edizione Sud. I più giovani potranno dire, ma chi è costui e quando ebbe a che fare con Reggio Calabria? Ma soprattutto cos’era il famoso Pacchetto Colombo?
Wikipedia lo ricostruisce così:
A seguito della rivolta di Reggio Calabria (estate 1970) per l’attribuzione della sede degli organi regionali, il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) assegna alla Calabria 1300 miliardi per la costruzione di un centro siderurgico nella piana di Gioia Tauro (occupazione prevista 7500 unità) ed altri 360 miliardi per una serie di interventi nel settore chimico (Sir, Liquichimica) e meccanico (Efim) con una occupazione prevista di 7300 unità. I Costanzo sbarcarono in Calabria, intorno al 1975, per la costruzione della Liquichimica di Saline Joniche. Il complesso industriale doveva sorgere in Sicilia. Ma dopo la rivolta di Reggio Calabria il governo decise di dare un contentino ai calabresi. E nell’ambito di una serie di provvedimenti denominati pacchetto Colombo, dal nome dell’allora ministro dell’Industria, Emilio Colombo, furono stanziati anche trecento miliardi di lire per la costruzione di uno stabilimento che avrebbe dovuto dare lavoro a mille persone circa. I Costanzo, in consorzio con altre ditte, si aggiudicarono quell’appalto
ed ancora
In quello stesso periodo nascevano le Regioni, esplodeva in Calabria la rivolta di Reggio e il governo rispondeva con il cosiddetto pacchetto Colombo di cui non resta quasi nulla, che prevedeva, tra l’altro, l’insediamento della Liquichimica a Saline [Rc] e della Sir di Rovelli a Lametia Terme [Cz].
La rivolta di Reggio durò sostanzialmente dal luglio 1970 al febbraio 1971 (il 4 febbraio muore Malacaria, il 12 Emilio Colombo annuncia in Parlamento il suo “pacchetto”, (il “pacchetto Colombo”: Liquichimica di Saline e V Centro siderurgico di Gioia Tauro), che si rivelarono un fallimento.

Dopo aver ricostruito il tutto, appaiono, come ho detto, inquietanti le parole di Colombo nell’intervista rilasciata al Sole 24 ore Sud che potete vedere nelle immagini che ho allegato al post.
Queste alcune sue perle:
“Volevo aiutare i reggini, è stata persa un occasione “(a proposito della liquilichimica di Saline)
“Dovetti svolgere un’intensa azione politica per arrivare ad una soluzione concordata sul capoluogo”.
“Se i reggini camminano sul lungomare lo devono a me”
“Grazie a quel pacchetto furono ricoperti i binari della ferrovia che tagliava il bellissimo molo di Reggio”.

Mai come adesso appaiono attuali alcune dichiarazioni del senatore Renato Meduri che espresse in aula alcuni giudizi su Colombo.
Era il 25 novembre del 2003.
MEDURI (AN). Come parlamentare eletto nel Mezzogiorno e soprattutto come uomo del Sud, condivide le ragioni che hanno indotto almeno 100.000 persone a manifestare contro la decisione del Governo di situare a Scanzano Jonico il deposito delle scorie nucleari. Rileva peraltro le differenti condizioni di civiltà in cui tale manifestazione democratica si è svolta, se raffrontata ai cosiddetti moti di Reggio Calabria dell’ottobre 1970 contro l’allocazione in quella Regione di grandi poli industriali, mai effettivamente realizzati o entrati in funzione. L’allora Presidente del Consiglio, onorevole Colombo, di cui oggi emergono notizie personali poco edificanti, decise di inviare nel capoluogo calabro i carri armati, che provocarono tre morti e centinaia di feriti tra i manifestanti e tra le forze dell’ordine.
PRESIDENTE. Toglie la parola al senatore Meduri, non potendo consentire valutazioni di carattere personale su componenti dell’Assemblea.
Ed ancora
MEDURI (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MEDURI (AN). Signor Presidente, intervengo brevemente per dire, come uomo del Sud che da diversi decenni conduce battaglie a difesa di questo lembo d’Italia, spesso dimenticato e molto più spesso maltrattato da vari Governi, che sono d’accordo con le oltre 100.000 persone che hanno manifestato qualche giorno fa a Scanzano Jonico. È bene evitare che il Sud, che ha già tanti problemi, si ritrovi addosso anche quello di dover smaltire scorie nucleari prodotte in altri luoghi. Tuttavia, desidero sottolineare, signor Presidente, associandomi alla richiesta del collega Ayala, che queste popolazioni sono per altri versi fortunate trovandosi di fronte un Governo che fa della civiltà il suo modo di essere. Infatti, se 100.000 persone hanno potuto manifestare, reclamando il sacrosanto diritto alla tutela della salute, ciò è potuto avvenire perché questo Governo, che pure ha fatto un decreto che a noi non piace, si comporta in modo che a noi piace, cioè in modo tollerante. Faccio questo discorso, signor Presidente, riferendolo a vicende attuali che hanno visto anche lei, in qualche modo, protagonista.
Trentatré anni fa, il 16 di ottobre, il Presidente del Consiglio dei ministri di allora pronunciò un discorso che rimase famoso. Era il 1970 e in quel discorso fu annunciato un pacchetto di misure che prevedeva l’allocazione in Calabria di alcune grandi industrie. Una di esse, la Liquichimica di Saline, che non è mai entrata in funzione, sta per essere smantellata, essendo oramai un ammasso di ruggine; un’altra, le Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie, è un cimitero; il Centro Siderurgico di Gioia Tauro non è stato mai neanche impostato; la SIR di Lamezia Terme ha rappresentato un fallimento totale; la Opifici Tessili di Castrovillari ancora peggio…

PRESIDENTE. Senatore Meduri, vorrei appellarmi alla sua cortesia affinché non venga anticipato un dibattito su tale questione; lei sta intervenendo sull’ordine dei lavori e perciò pur essendo comprensibile e ragionevole che entri nel merito della discussione, è cosa che tuttavia vorrei evitare.
MEDURI (AN). Le chiedo uno o due minuti al massimo, signor Presidente.
Questo discorso fu allora pronunciato da un Presidente del Consiglio dei ministri che fece seguire ad esso una durissima rappresaglia nei confronti del popolo di Reggio che, come oggi il popolo lucano, si batteva per il riconoscimento di diritti sacrosanti. Infatti, mentre questo Governo ha accettato il confronto dialettico e politico con il popolo lucano, quel Governo fece seguire a quel discorso del Presidente del Consiglio l’invio a Reggio dei carri armati. Si tratta di un episodio conosciuto come la rivolta di Reggio, o i moti di Reggio, o la protesta di Reggio, che fu stroncato nel sangue e ci furono 3 morti, centinaia di feriti e qualche perdita anche fra le forze dell’ordine.
Quel Presidente del Consiglio, signor Presidente, si chiamava Emilio Colombo. Poi abbiamo saputo dalle cronache – ahimè, non politiche – di questi giorni che il presidente del Consiglio di allora Colombo, oggi senatore a vita, forse incautamente nominato, per sua stessa ammissione assume cocaina.
Io mi domando, signor Presidente, se anche nel 1970…

PRESIDENTE. No, senatore Meduri, questo non le è consentito.
MEDURI (AN). …l’ordine di inviare nel Sud i carri armati sia stato dato sotto l’effetto della co…
PRESIDENTE. Non le consento queste osservazioni! Senatore Meduri, le tolgo la parola.

Credo faccia male a tutti i reggini (sicuramente alla stragrande maggioranza) leggere le dichiarazioni di Colombo. Così come rivedere l’intervento del Senatore Renato Meduri ci da forza ed orgoglio. Riflettiamo sul torto subito con la consapevolezza che negli ultimi 10, 15 anni la città è andata dignitosamente avanti. Con i suoi problemi atavici, ma con grande desiderio di svolta.

1970 La rivolta di Reggio Calabria – Tg della Storia 1970 – 1974

 

Titolo: Reggio Calabria i giorni della rabbia
Serie: La storia siamo noi
Emittente: Rai3
Trasmesso il: 28/09/2009
Genere: documentario
A cura di: Giovanni Minoli
Audio: Italiano
Sottotitoli: n.d.

 

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