Prospero Gallinari, i compagni di lotta lo ricordano

Gallinari, i compagni di lotta lo ricordano

Anche il Laboratorio Aq16 di Reggio ricorda con una nota Prospero Gallinari, “un comunista che partendo dalle file della Fgci reggiana negli anni ’60 prese molto sul serio il concetto di rivoluzione cercando una continuità storica con il movimento partigiano. Espulso dal Pci reggiano nel 1967 per aver listato a lutto la bandiera del partito fuori dal circolo cittadino Gramsci in onore della morte di Che Guevara, formò il collettivo dell’’appartamento’ e pochi anni dopo fondò insieme ad altri reggiani e al gruppo di Curcio le Brigate Rosse. Aldilà della biografia politica ufficiale oggi apparsa su molti quotidiani online, l’autobiografia pubblicata da Bompiani ‘Un contadino nella metropoli. Ricordi di un militante delle Brigate Rosse’ rimane un documento storico molto importante per descrivere in maniera limpida, cruda e precisa tutta la vicenda sua personale e quella delle Brigate Rosse, libro a cui rimandiamo (e consigliamo) la lettura”.

“Un militante rivoluzionario del quale rimarrà alla storia la coerenza di tutto il suo trascorso politico: il movimento a Reggio, la latitanza, gli scontri a fuoco, gli anni di carcere fino all’ammissione della sconfitta di un ipotesi rivoluzionaria che già in pieni anni 80 risultava aliena ad un mondo che cambiava repentinamente. Prospero era con noi sabato sera al laboratorio aq16 durante una cena raccolta fondi, lo vogliamo ricordare così, sorridente a tavola con la sua compagna ed i suoi amici degli ultimi anni – prosegue il Laboratorio Aq16 – Complesso ma interessante sarà spiegare ai ragazzi che manifestavano nei cortei studenteschi di quest’autunno e che oggi animano il centro sociale chi era quel signore sorridente che cenava con noi sabato sera, e quale era il fuoco che muoveva la generazione di militanti di cui faceva parte. Facile invece sarà spiegare a questi nuovi compagni di strada, nati negli anni in cui Prospero era in carcere da più di vent’anni, cosa cela la retorica che troppo spesso sentiamo dopo i cortei studenteschi e gli scioperi del precariato in merito al ritorno del clima anni ’70. Retoriche spesso utilizzate da chi i fantasmi della propria gioventù politica non li ha mai elaborati, rimossi per convenienza, creando ancor oggi presupposti per tentazioni inquisitorie nei confronti dei movimenti antagonisti ai diktat del capitale finanziario”.

“Aldilà dei giudizi politici, troppo spesso banalizzati da un giornalismo main stream che vuole la complessità degli anni ’70 ridotta alla sola lotta armata, e la lotta armata ridotta alle sole Brigate Rosse, e le sole Brigate Rosse ridotte al caso Moro, ed il caso Moro ridotto ad una trama noir da best sellers noi vogliamo ricordare Prospero come un uomo, un rivoluzionario del suo tempo che fece una scelta e la portò in fondo fino alla fine senza scorciatoie, con limpidezza pagando per intero questa scelta, consapevole che in guerra c’è chi vince e c’è chi perde. Ciao Prospero” concludono “i compagni e le compagne del Laboratorio Aq16”.

Salvatore Ricciardi (Roma, 1940), ex sindacalista nella Cgil e membro del Partito socialista di unità proletaria, tra i protagonisti dell’autorganizzazione nella realtà di fabbrica e dei ferrovieri, brigatista dal 1977, arrestato nel 1980 e condannato all’ergastolo, attualmente libero e redattore di Radio Onda Rossa a Roma, ricorda sul suo blog “contromaelstrom” Prospero Gallinari:

“Una vita dedicata alla lotta di classe rivoluzionaria. Un compagno, un amico, un fratello per me e per quelle compagne e quei compagni che con lui hanno lottato, condividendo un percorso scabroso e difficile, mettendo in gioco la propria esistenza, per raccogliere e rilanciare la spinta rivoluzionaria che proveniva dal cuore stesso della classe operaia: le grandi fabbriche e le periferie metropolitane. Ciao Prospero! Oggi non trovo altre parole per ricordare i tanti giorni, mesi, anni, passati insieme calpestando gli stessi metri del pavimento di una cella o le spianate di cemento dei cortili ingabbiati delle carceri speciali. In quegli spazi angusti, in quelle gabbie, si camminava insieme, si ricordava insieme, si ragionava insieme, si criticava e ci criticavamo; e si continuava a progettare percorsi rivoluzionari. Oggi altre braccia raccoglieranno quelle idee e su altre giovani gambe continueranno il cammino per farla finita con questo abominio di sfruttamento, oppressione e devastazione, per costruire una società che chiamavamo e continuiamo a chiamare: Comunismo!”.

 

 

Prospero Gallinari, i compagni di lotta lo ricordano was last modified: novembre 20th, 2014 by glianni70.it

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