Tano D’Amico – Le Case Occupate

Tano D’Amico – Le Case Occupate

“Nelle immagini che si vedevano, degli occupanti di case, delle persone che vivevano nelle baracche, si vedevano sempre dei volti di brutti sporchi e cattivi. Gli veniva sottratta umanità, dignità, bellezza. E’ un gioco che continua tuttora, quello appunto di usare l’immagine per spingere le persone a vergognarsi della loro stessa vita, e di introiettare delle colpe, che non sono loro, e che li spingono a vivere in un mondo passivo.”

con bambino che dorme

“Bisogna dire che queste notti c’era sempre spazio per le immagini. Mi ricordo che con il flash potevo fare il giro degli appartamenti, delle stanze, aprire le porte e fare delle foto, e la mattina dopo vedere nelle foto scattate con il flash delle cose che non si potevano vedere col buio, vedere dei bambini che dormivano, delle famiglie intere che dormivano per terra, dei bambini che di svegliavano per il rumore della porta…”

“Così anche gli occupanti di case comparivano delle belle persone.”

Tano D’Amico – Le Case Occupate was last modified: gennaio 7th, 2015 by glianni70.it
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