L’omicidio Custrà e l’inizio degli anni di piombo 14 maggio 1977

L’omicidio Custrà e l’inizio degli anni di piombo

 

Il 12 maggio 1977 a Roma era stata indetta dai radicali una manifestazione referendaria contro il divieto di manifestazione proclamato da Cossiga, ministro dell’interno. Ai radicali si aggiunsero manifestanti di altro schieramento politico. Ne seguirono scontri in cui furono sparati vari colpi d’arma da fuoco.
Giorgiana Masi, di 19 anni, fu uccisa da un proiettile il cui sparatore rimase ignoto.

Il 14 maggio Democrazia Proletaria indisse a Milano un corteo di protesta che fu grande, ordinato e pacifico, ma in via De Amicis gruppi di autonomi staccatisi dal corteo causarono incidenti e alcuni, armati di pistola, tirarono da lontano contro la polizia. L’agente Antonino Custrà venne così ucciso.

I colpevoli furono identificati solo 10 anni più tardi fra giovani dell’autonomia poi passati in vari gruppi armati. Venne accusato dia aver fornito le armi Corrado Alunni. Ormai si voleva estendere la lotta armata. Erano incominciati gli anni di piombo. L’episodio sancì a Milano la definitiva rottura fra le forze della sinistra rivoluzionaria e i promotori della cosiddetta “lotta armata”

 

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