Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 : relazione Tina Anselmi

Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2

000. relazione Tina Anselmi – 184 pagine

Il 17 marzo 1981 i magistrati della procura di Milano Giuliano Turone e Gherardo Colombo, nel corso delle indagini sul falso rapimento di Michele Sindona (2 agosto – 16 ottobre 1979) e sull’omicidio di Giorgio Ambrosoli (12 luglio 1979), fecero perquisire lo stabilimento della ditta Giole di Castiglion Fibocchi, piccolo comune a pochi chilometri da Arezzo, uno dei luoghi d’attività di Licio Gelli, il cui nome ricorreva con sempre maggior insistenza nelle indagini.
Il 7 maggio il governo, avvertito dell’importanza del rinvenimento, istituiva un comitato amministrativo d’inchiesta per «accertare se concorrano i presupposti di fatto e di diritto per ritenere che la cosiddetta loggia P2 sia da considerare come associazione segreta, in quanto tale dall’articolo 18 della Costituzione».
Il 21 maggio la Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Sindona, presieduta dal socialista Francesco De Martino, rendeva nota la documentazione sequestrata a Castiglion Fibocchi – da poco ricevuta dal tribunale di Milano cui l’aveva richiesta per completare l’i ndagine – e il caso esplodeva sulla stampa e nel dibattito politico.
La documentazione rinvenuta apparve sconvolgente. La loggia massonica P2, sulla quale da qualche anno la stampa favoleggiava, assumeva forma e sostanza e nelle sue fila si poteva rinvenire una ragguardevole frazione della classe dirigente del paese; soprattutto, quelle carte sembravano fornire un principio d’ordine, una chiave interpretativa in grado di spiegare almeno una parte delle tensioni dell’ultimo decennio.
Il governo presieduto dal democratico cristiano Arnaldo Forlani non resse alla critica per non aver divulgato quella documentazione (due ministri e alcuni sottosegretari in carica risultavano negli elenchi della P2) e il 28 giugno si insediò, con la stessa maggioranza di pentapartito, un nuovo esecutivo presieduto dal repubblicano Giovanni Spadolini.
Con legge 23 settembre 1981, n.527, il Parlamento istituiva una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 con lo scopo di «accertare l’origine, la natura, l’organizzazione e la consistenza dell’associazione massonica denominata Loggia P2, le finalità perseguite, le attività svolte, i mezzi impiegati per lo svolgimento di dette attività e per la penetrazione negli apparati pubblici e in quelli di interesse pubblico, gli eventuali collegamenti interni ed internazionali, le influenze tentate o esercitate sullo svolgimento di  funzioni pubbliche, di interesse pubblico e di attività comunque rilevanti per l’interesse della collettività, nonché le eventuali deviazioni  dall’esercizio delle competenze istituzionali di organi dello Stato, di enti pubblici e di enti sottoposti al controllo dello Stato».
La Commissione era costituita da venti deputati e venti senatori appartenenti a tutte le forze politiche, scelti dai presidenti delle rispettive Camere (Nilde Jotti e Amintore Fanfani) che designarono anche il presidente della Commissione nella persona della deputata democratica cristiana Tina Anselmi. La Commissione si insediò il 9 dicembre 1981 ed elesse l’ufficio di presidenza.
In circa trenta mesi di lavoro la Commissione – come si legge nella relazione conclusiva – «ha effettuato un totale di 147 sedute, nel cor­so delle quali sono state ascoltate testimonianze, per un totale di 198 persone che hanno, a vario titolo, collaborato ai lavori di in­chiesta in sede di audizione. Valendosi dei poteri concessi dalla legge istitutiva, la Commissione ha ordinato l’effettuazione di 14 operazioni di polizia giudiziaria, tra le quali particolare rilievo han­no assunto quella diretta ad accertare la situazione reale dell’a s­setto proprietario relativo al Corriere della Sera, nonché quelle effettuate presso le comunioni massoniche maggiormente accreditate al fine di verificare in termini ultimativi sia la consistenza della Loggia massonica P2 sia la natura dei vari legami con l’ambiente massonico. Nel corso dei suoi lavori la Commissione ha infine accumulato una mole di documenti, valutabile nell’o rdine di alcune centinaia di migliaia di pagine, che risulta in parte formata diret­tamente da attività della Commissione, in parte acquisita da fonti esterne, ovvero, oltre che da privati, da autorità giudiziarie ed am­ministrative di ogni ordine e grado, che hanno prestato la loro collaborazione sia autonomamente che su impulso della Commis­sione».
Con la seduta del 10 luglio 1984 la Commissione approvò a larga maggioranza la relazione presentata dal presidente Anselmi (trentaquattro favorevoli, quattro contrari, un commissario non partecipò alla votazione e un altro era essente per malattia) e concluse i lavori.

 

 

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