collezione Luther Blissett

collezione Luther Blissett

L’autroproduzione e la mitopoiesi del nome multiplo, spinte da una serie apparentemente inesauribile di leggende, invenzioni, apparizioni e beffe si sono spostate quasi completamente sul World Wide Web. È diventato molto difficile orientarsi tra le centinaia di websites in diverse lingue dedicati a questo fantasma collettivo. È incalcolabile il numero di persone che partecipano a newsgroups, mailing lists e IRC adottando il nome del Multiplo. È in questo calderone che avviene la vera storicizzazione/mitologizzazione del Luther Blissett Project.

Storicizzazione che noi stessi abbiamo avviato, mentre ancora infuria la battaglia, per impedire che se ne incarichino gli sbirri e gli sciacalli, per organizzare fin da ora l’esodo dei vivi dal deserto dei futuri, mortiferi revival-merce.

Benché sia Internet il più importante terreno strategico (catastrofi telematiche e Ultimi Capodanni permettendo), l’interpretazione di ciò che è stato e tuttora è Luther Blissett non può prescindere dalla selezione dei numerosi testi inediti (in diverse lingue) e dalla loro pubblicazione su supporto cartaceo: frammenti teorici, resoconti di azioni dirette, interventi di diverse incarnazioni del Multiplo, etc. Anche se, giocoforza, il messaggio trasmesso da questi scritti è lo stesso che fece trasmettere Jellicoe al Ministero della Marina che gli aveva chiesto notizie durante una battaglia navale: “I am in action”.

Ecco perché questi Quaderni Rossi, editi da Grafton 9 come quella vecchia “rivista mondiale di guerra psichica”.

Grafton 9 perché è l’editore dei nostri inizi.

Grafton 9 perché era l’indirizzo di Marx a Londra, e se questa non è lingua tamariana… (cfr. ‘Mind Invaders‘, 1995)

Grafton 9 perché è in Piazza Aldrovandi a Bologna, ed è bello uscire dalla libreria poco prima dell’ora dell’aperitivo, imboccare via Petroni canticchiando “Raindrops Keep Falling On My Head” e passare davanti ai punkabbestia di merda senza dargli una lira.

La scelta del nome ‘Quaderni Rossi’ è un chiaro omaggio all’omonima rivista di Raniero Panzieri, capostipite dell’operaismo nei primi anni sessanta, precursore del ’68 e dell’Autunno Caldo. Ma è anche una dichiarazione sarcastica nei confronti del trentennale del ’68, per spiazzare e schernire tanto quelli che si contendono una presunta “eredità” quanto quelli che vedono in quel ciclo di lotte semplicemente l’anticamera del “terrorismo”, e già ci hanno rotto il cazzo col ventennale di Moro.

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collezione Luther Blissett was last modified: novembre 15th, 2014 by glianni70.it
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