Pino Masi – L’ora del fucile

Pino Masi - L'ora del fucile

Pino Masi – L’ora del fucile

Tutto il mondo sta esplodendo dall’Angola alla Palestina,
l’America Latina sta combattendo,
la lotta armata vince in Indocina;
in tutto il mondo i popoli acquistano coscienza
e nelle piazze scendono con la giusta violenza.

E quindi: cosa vuoi di più, compagno, per capire
che è suonata l’ora del fucile?  (1)

L’America dei Nixon, degli Agnew e McNamara dalle Pantere Nere una lezione impara: (2)
la civiltà del napalm ai popoli non piace, finché ci son padroni non ci sarà mai pace; (3)
la pace dei padroni fa comodo ai padroni, la coesistenza è truffa per farci stare buoni. (4)

E quindi: cosa vuoi di più, compagno, per capire
che è suonata l’ora del fucile?

In Spagna ed in Polonia gli operai insegnan che la lotta non si è fermata mai contro i padroni uniti,
contro il capitalismo, anche se mascherato da un falso socialismo.
Gli operai polacchi che hanno scioperato gridavano in corteo “Polizia Gestapo”
Gridavano: “Gomulka, per te finisce male”. (5)
Marciavano cantando l’Internazionale.

E quindi: cosa vuoi di più, compagno, per capire
che è suonata l’ora del fucile?   Le masse, anche in Europa, non stanno più a guardare,
la lotta esplode ovunque e non si può fermare:
ovunque barricate: da Burgos a Stettino, ed anche qui fra noi, (6)
da Avola a Torino, da Orgosolo a Marghera, da Battipaglia a Reggio, (7)
la lotta dura avanza, i padroni avran la peggio.

E quindi: cosa vuoi di più, compagno, per capire
che è suonata l’ora del fucile?

 

 

 

L’ ora del fucile (testo)

 

Note

La canzone riprende la base musicale del celebre successo di Barry McGuire, scritta da P.F. Sloan, Eve Of Destruction, inserendovi sopra un testo politico, non del tutto dissimile come tema trattato, ma ispirato alle idee dei gruppi di estrema sinistra italiani dell’epoca. E’ quindi un caso particolare di una cover con traduzione adulterata, abitudine così peculiare negli anni ’60. Il testo italiano era stato scritto dal cantautore Pino Masi assieme a P. Nissim. E’ riportata da altre fonti anche una partecipazione di Giovanna Marini, che appare però improbabile alla luce della collocazione della nota musicologa e cantautrice, all’epoca vicina alla sinistra ufficiale.
Pino Masi apparteneva invece al gruppo extra-parlamentare Lotta Continua, per il quale aveva anche scritto l’inno ufficiale “Lotta di lunga durata”, ispirato agli insegnamenti del presidente cinese Mao Zedong.

(1)

In altre versioni “che è giunta ormai”

(2)

Richard Nixon era il presidente degli USA tra il 1968 e il 1973, quindi negli anni in cui veniva composta e cantata la canzone, Spiro T. Agnew era il vice presidente (e noto esponente della destra politica USA) e Robert McNamara segretario di stato, quindi protagonista di primo piano nella guerra allora in corso in Vietnam. Le Pantere Nere (Black Panthers) erano il movimento extra-istituzionale costituito da alcuni leader neri americani (Eldrige Cleaver, Stokely Carmichael ed altri) per combattere, anche con la violenza, la segregazione razziale.

(3)

Il napalm è una sostanza chimica (derivato dell’acido naftenico o naftoico e dall’acido palmitico) altamente infiammabile usata per costruire bombe sin dalla II guerra mondiale. Questo tipo di armi è stato estesamente usato in Vietnam dall’esercito USA ufficialmente come defoliante, quindi per distruggere il fogliame della giungla del centro Vietnam e Cambogia, dove correva la cosiddetta “pista Ho-Chi-Minh” (dal nome del presidente del Vietnam del Nord) che consentiva di portare armi e supporto dal Vietnam del Nord (comunista e appartenente al blocco sovietico) ai guerriglieri Viet-Cong che nel Vietnam del Sud combattevano per rovesciare il governo filo-americano ed arrivare ad una unificazione del paese (cosa che poi avvenne nel 1975 con la sconfitta USA). Evidentemente senza la copertura della giungla i convogli sarebbero stati più facilmente individuabili e neutralizzabili. Purtroppo le bombe non vennero usate solo contro la vegetazione ma anche su centri abitati e sulle popolazioni, con effetti devastanti e documentati da celebri foto e filmati, che hanno contribuito non poco a cementare la opposizione interna alla guerra in USA, e quindi il disimpegno progressivo dal conflitto.
In precedenza erano citati altri focolai di guerra, l’Angola, dove il movimento indipendentista MPLA (su posizioni filo-cinesi) combatteva contro l’esercito del Portogallo, ultimo stato d’Europa ad avere ancora delle colonie in stile ottocentesco (e in questa guerra senza fine l’esercito portoghese avrebbe sviluppato la sua opposizione al regime totalitario di Salazar, che avrebbe rovesciato nel 1975, riconsegnando alla democrazia il paese). Ben poco da dire sulla Palestina, focolaio purtroppo tuttora aperto, nonostante tutti i cambiamenti dello scenario internazionale.

(4)

Il riferimento è alla “coesistenza pacifica”, il sostanziale armistizio dopo gli anni della “guerra fredda” tra i due blocchi USA e URSS (dal 1948 al 1962) raggiunto tra il presidente USA J.F. Kennedy e URSS N. Krusciov con il contributo non marginale dell’allora pontefice Giovanni XXIII e poi confermato dai loro successori. Con la coesistenza pacifica riprese un dialogo tra i due blocchi, iniziarono accordi per la riduzione progressiva delle armi atomiche e la competizione tra i blocchi si spostò dal piano militare al piano civile, e in particolare alla gara per la conquista dello spazio. Nella canzone vengono riprese posizioni della sinistra estrema dell’epoca, vicine alla Cina comunista di Mao Zedong, che vedevano nella coesistenza pacifica un “tappo” messo dai falsi socialisti dell’URSS (e dai loro partiti comunisti alleati europei, in primis italiano e francese) alle lotte rivoluzionare in tutto il mondo.

(5)

Wladyslaw Gomulka era negli anni ’60 il presidente della Polonia, paese allora satellite dell’URSS e strettamente controllato in quanto il più instabile tra tutti, sia per la atavica inimicizia tra polacchi e russi, sia per la forte presenza della chiesa cattolica (con un ruolo di primo piano dell’allora arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtila, il futuro Papa Giovanni Paolo II), antagonista storica della chiesa ortodossa russa e punto di aggregazione per gli oppositori al regime, sia per la inesistente presenza di un movimento socialista e comunista locale (i cui pochi membri erano stati sterminati prima dai nazisti e poi da Stalin), sia infine per la memoria del patto Molotov – Ribbentrop che, immediatamente prima della II guerra mondiale, aveva portato ad un accordo tattico tra URSS e Germania nazista che comportò una spartizione ed un attacco concentrico alla Polonia, con annessi stermini di massa (le fosse di Katyn, dove l’esercito URSS uccise un grande numero di ufficiali polacchi catturati).
Nel 1956 c’era già stata una sollevazione popolare in Polonia, di segno anti-comunista, e Gomulka, già oppositore di Stalin e da lui imprigionato e condannato a morte, era stato portato al governo dal nuovo corso anti-stalinista in URSS (Krusciov), introducendo alcune timide riforme. Crisi economica e condizioni di vita avevano però portato alla fine degli anni ’60 a nuove proteste di massa nelle città industriali del paese (Danzica e Stettino). Alla luce dei fatti posteriori appare però del tutto fantasiosa la interpretazione “rivoluzionaria” di queste proteste contro il governo Gomulka. Evidentemente i dimostranti volevano un abbandono del comunismo ed un passaggio al campo capitalista, come poi avvenne alla fine degli anni ’80 (movimento di Solidarnosc, presidente Lech Walesa).

(6)

Burgos, importante città industriale e capoluogo economico dei Paesi Baschi, principale area di opposizione al regime franchista (di ispirazione fascista) allora al governo in Spagna, anche per motivazioni nazionaliste e indipendentiste.

(7)

Un elenco di città italiane protagoniste di lotte ed eventi anche di segno opposto, accomunate/i solo da qualche forma di violenza. Ad Avola in Sicilia, durante una manifestazione sindacale di protesta di contadini braccianti il 2 dicembre 1968 si erano verificati degli scontri con la polizia che aveva fatto uso di armi da fuoco, provocando la morte di due contadini manifestanti. Per Orgosolo in Sardegna, terra di pastorizia e di estesa illegalità, si immaginava un possibile legame tra banditismo atavico anti-statalista e lotta rivoluzionaria. A Porto Marghera, polo industriale nelle vicinanze di Venezia, divenuto poi tristemente celebre per i tassi di inquinamento record, era presente una forte componente operaia ispirata alla estrema sinistra. A Reggio Calabria erano iniziate pesanti proteste per la nomina di Catanzaro a capoluogo della costituenda regione Calabria (la costituzione effettiva delle regioni oltre a quelle a statuto speciale, prevista dalla Costituzione del 1948, era stata lungamente rinviata ed era stata finalmente messa in attuazione a partire dal 1970, quando ci sarebbero state le prime elezioni regionali). La motivazione era evidentemente legata alla aspettativa di posti di lavoro nel settore pubblico ed era in questo caso guidata dalla estrema destra (MSI e ambienti ad esso collegati) anche con utilizzo di metodi violenti. Infine Torino è citata come principale città industriale dell’Italia degli anni ’60, quale sede della Fiat, prima industria italiana.

 

Pino Masi – L’ora del fucile was last modified: novembre 17th, 2014 by glianni70.it

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