Perché la marijuana è vietata?

Perché la è vietata?

Il vero motivo è peggiore di quanto si possa immaginare

Perché la marijuana è vietata?

Ci sono sempre più persone nel mondo che si chiedono: perché è vietata la ? Perché le persone che la consumano o la vendono vengono ancora arrestate?

Molti presumono che, da qualche parte nel mondo e in un momento dato, ci sia stato qualcuno che con prove scientifiche alla mano abbia dedotto che la fosse molto più letale di qualsiasi altra usata allora, più dell’alcool e delle sigarette, per intenderci. 

C’è stato quindi qualcuno che si è preso la briga di interessarsi alla faccenda per il bene di tutti.

Tuttavia, quando ho iniziato ad analizzare gli archivi pubblici, durante le ricerche per il mio libro Chasing the Scream: The First and Last Days of the War on Drugs, con l’obiettivo di scoprire perché la fu vietata negli anni trenta, mi sono reso conto che non è andata proprio così. 

Niente affatto.

Nel 1929, un signore di nome Harry Anslinger è stato posto a capo del Dipartimento del di . A quell’epoca il governo era totalmente incapace di gestire il divieto legato al consumo dell’alcool. I gangster detenevano il controllo di interi quartieri. L’alcool, la cui diffusione era nelle mani dei criminali, era una vera e propria piaga. 

Per questo si decise di porre fine al divieto di assunzione di bevande alcoliche ma tale decisione spaventava Harry Anslinger. Si trovava a capo di un dipartimento enorme e c’era ben poco che potesse fare. Fino a poco prima della liberalizzazione dell’alcool aveva sostenuto che la non rappresentava un problema. Non è nociva, dichiarava, “e non c’è niente di più assurdo dell’idea” che possa rendere le persone violente.

Harry Anslinger

Harry J. Anslinger, commissioner of the Treasury Department’s Federal Bureau of Narcotics, poses for a photo on September 24, 1930. Anslinger, who is 38-years-old, came to the Treasury Dept. from the State Dept., where he had been clerk of Legation, a vice consul and consul serving at various stations including the Hague, Hamburg, Germany, La Giaira, Venezuela and Nassau and Bahama Islands. (AP Photo)

Harry J. Anslinger, commissario del Dipartimento del Tesoro del Federal Bureau della Narcotici, posa in una foto scattata il 24 settembre del 1930. (AP Photo)

Poi, improvvisamente, quando il suo dipartimento ebbe la necessità di trovare un nuovo bersaglio, annunciò di aver cambiato idea.

A tal fine, ha spiegato alla popolazione a quali conseguenze porta il consumo di cannabis.

In primo luogo, fa cadere in “una rabbia delirante.” Si cade in una voragine di “sogni … a sfondo erotico.” In seguito, “si perde la capacità di formulare pensieri connessi tra loro.” In ultimo, si raggiunge l’inevitabile punto finale: “la pazzia”.

La trasforma il consumatore in una “bestia selvaggia”. Anslinger ha avvertito: se la incontrasse Frankenstein, quest’ultimo morirebbe di paura.

Harry Anslinger si ossessionò con un caso in particolare. In Florida, un ragazzo di nome Victor Licata uccise la famiglia a colpi di ascia. La spiegazione che Anslinger fornì agli sull’accaduto fu: ecco ciò che accade quando si fuma “l’erbaccia demoniaca.” Il caso è passato alle cronache gettando il panico tra gli statunitensi.

Quali erano le prove che possedeva Harry Anslinger? Solo ora si scopre che scrisse a trenta scienziati importanti chiedendo se la cannabis fosse pericolosa e se per questo dovesse essere vietata.

In ventinove risposero di no.

Anslinger scelse l’unico scienziato che rispose in maniera affermativa e lo portò all’attenzione di tutti. La stampa, ossessionata con il caso di Victor Licata, li acclamò.

In un clima denso di panico, la marijuana fu messa al bando. In seguito, gli chiesero agli altri paesi di fare altrettanto. Molti stati la considerarono un’idea inetta e si rifiutarono. Per esempio, il decise che le scelte politiche relative alle droghe dovevano essere determinate dai medici. Secondo questi, la cannabile non provocava tali problemi e per questo rifiutarono di vietarla. Gli si infuriavano, Anslinger ordinò di seguire la stessa linea ma il continuò a rifiutarsi fino a che gli non tagliarono la fornitura di antidolorifici. Nel momento in cui negli ospedali messicani i cittadini iniziarono ad agonizzare, il paese fu costretto a dichiarare la propria guerra alla .

“Le prove scientifiche dimostrano che la cannabis è più sicura dell’alcool. Negli , l’alcool uccide quarantamila persone all’anno, mentre la cannabis nessuna.”

Se sul piano internazionale Anslinger era riuscito a zittire il , sul fronte interno c’erano ancora molte domande alle quali doveva dare una risposta. Michael Ball, importante medico statunitense, scrisse Harry Anslinger manifestando le sue perplessità. Spiegò che ai tempi dell’università aveva fatto uso di cannabis e l’unico effetto che ebbe fu la sonnolenza. “È probabile che la cannabis faccia impazzire un numero trascurabile di persone” scrisse, ” ma abbiamo bisogno che ce lo dimostri la . ”

Risoluto, Anslinger rispose: “non è possibile temporeggiare contro questo demonio chiamato marijuana ” e spiegò che non ci sarebbero stati fondi per finanziare tale ricerca. Né allora, né mai.

Per diversi anni, i medici provarono a dimostrargli che le sue supposizioni erano sbagliate, ogni volta li aggrediva avvertendogli di “muoversi su un terreno pericoloso” e consigliandogli di badare a ciò che dicevano.

Oggi, gran parte del mondo osserva ancora con il divieto di consumo di cannabis introdotto da Harry Anslinger sull’onda del panico di rilevanza nazionale che suscitò l’omicidio commesso da Victor Licata.

Ma ecco l’inghippo. Anni dopo, qualcuno è andato a rovistare tra i documenti psichiatrici di Victor Licata e si è scoperto che non ci sono prove che abbia mai usato cannabis.

Nella sua famiglia c’erano molti problemi psichici. Un anno prima gli avevano consigliato di internarlo ma la famiglia si rifiutò. I suoi psichiatri non hanno mai fatto menzione del suo presunto consumo di marijuana.

La cannabis fa, dunque, impazzire i suoi consumatori?

L’ex consigliere capo in materia di per il governo britannico, David Nutt, spiega che se la cannabis provocasse psicosi in maniera palese, allora sarebbe molto facile dimostrarlo.

In tal caso, aumentando il consumo di cannabis, aumenterebbe la psicosi. Viceversa, diminuendo il consumo di cannabis, diminuirebbe la psicosi.

Dai dati raccolti in diversi paesi, si evince che non è così. Per esempio, in , il consumo di cannabis è aumentato del quaranta percento a partire dagli anni sessanta, mentre i tassi di psicosi sono rimasti stabili.

In realtà, le prove scientifiche dimostrano che la cannabis è più sicura dell’alcool. Se ogni anno negli Stati Uniti l’alcool provoca quarantamila vittime, la cannabis nessuna, anche se Willie Nelson sostiene che un suo amico sia morto a causa di una balla di cannabis cadutagli sulla testa.

Mason Tvert

Mason Tvert, executive director of Safer Alternative for Enjoyable Recreation, holds up one of the books “Marijuana is Safer: So why are we driving people to drink?” that was given out to female Colorado state lawmakers after a news conference to launch the Women’s Marijuana Movement in the State Capitol in downtown Denver on Thursday, May 6, 2010. Female lawmakers were given the books to mark Mother’s Day after the news conference. Tvert runs SAFER, which advocates for the legal and regulated availability of marijuana as a safer alternative to alcohol. (AP Photo/David Zalubowski)

Per questo motivo, nel 2006 un uomo del Colorado di nome Mason Tvert lanciò una sfida all’allora sindaco di Denver e in seguito governatore, John Hickenlooper. Hickenlooper è il proprietario di diverse birrerie che vendono alcool in tutto lo stato, un’attività che lo ha ricco. Tuttavia, Hicknelooper sosteneva che la cannabis è nociva e che pertanto doveva essere vietata. Così Mason lo sfidò in un a duello. Uno avrebbe avuto a disposizione una cassa di alcool, l’altro un pacchetto di spinelli. La sfida si sarebbe combattuta a colpi di tiri per l’uno e sorsi per l’altro, al fine di vedere chi morisse prima.

Si è trattato di un vero e proprio Mezzogiorno di Fuoco.

Mason ha continuato a condurre la campagna per la della cannabis nel suo stato e la popolazione del Colorado l’ha sostenuto facendogli aggiudicare il cinquantacinque percento dei voti. Ora gli adulti possono acquistare legalmente la cannabis nei negozi autorizzati, essa è soggetta a tasse e il denaro ricavato va a sovvenzionare l’edilizia scolastica. Un anno e mezzo dopo la , il consenso ha raggiunto il sessantanove per cento e anche il governatore Hickenlooper lo considera “buon senso”.

Nel frattempo, il Colorado non si è trasformato ancora in quel luogo pieno di gente strana che ammazza la propria famiglia.

Non è forse arrivato il momento di ascoltare la scienza e smetterla con la storia dell’ascia di Victor Licata?

Johann Hari è uno scrittore e britannico. Questo articolo è stato adattato a partire dal libro presente tra i best-seller segnalati dal New York Times, Chasing The Scream: The First e Last Days of the War on Drugs. Cliccare qui per scoprire perché ha ricevuto il plauso di Glenn Greenwald, Noam Chomsky, Bill Maher, Naomi Klein ed Elton John. Questo post è stato aggiornato per specificare che John Hickenlooper è diventato il sindaco di Denver nel 2006 e il governatore del Colorado nel 2011.

Perché la marijuana è vietata? was last modified: giugno 23rd, 2017 by glianni70.it

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