Operazione Blue Moon/2. La guerra non ortodossa in Italia

Operazione Blue Moon/2. La guerra non ortodossa in Italia

Continua l’inchiesta sulla guerra di bassa intensità scatenata in Italia dagli Usa, dagli apparati dello stato e dai fascisti dagli anni Sessanta in poi. Il ruolo “dell’amerikano” Ronald Stark. Diffusione massiccia di stupefacenti e infiltrazioni in funzione “antinsurrezionale”. La strage di Piazza Fontana fu uno snodo di questa guerra sul fronte interno.

Proseguendo una rilettura, o inchiesta, sulle vicende riguardanti gli anni ’70 ed i movimenti che si sono sviluppati in quegli anni (dal ’68 in poi fino al ’77), ci imbattiamo (come mai???) in un personaggio che molti di oggi non faranno fatica a riconoscerlo o almeno ad averne sentito parlare: Si tratta dunque del noto, e famigerato, personaggio di: Ronald Stark.
Sul ruolo da lui ricoperto nelle vicende che hanno coinvolto il nostro paese in quella che è stata poi definita “una guerra di bassa intensità!”, esiste una vasta pubblicistica e documentazione.
Se qualcuno ha, ingenuamente reputato come favole che la diffusione della droga era organizzata dalla Cia per fiaccare la ribellione dei giovani, negli anni Sessanta e Settanta; ebbene chi poteva mai dare retta alla storia che veniva allora raccontata e che poteva somigliare a paranoie dietrologiche raccontate dai gruppi alternativi americani, i cosiddetti “guru del Movement”;  i quali vedevano complotti dappertutto?
Ora, meglio tardi che mai, sorpresa!! Dal gran mazzo di carte e documenti «classificati», sui quali Bill Clinton (allora era presidente USA) tolse il segreto, spunta qualche foglio che rilancia quella tesi considerata «assurda e paranoica»; delineando scenari da X-Files (sit-com allora ancora sconosciuta, ma che oggi appare molto verosimile!!).
Lo scrittore G. De Lutiis, in un suo recente libro (I servizi segreti in Italia, Editori Riuniti), dedica all’argomento diverse pagine. Questa lettura, che dovrebbe interessare sia i licei che le università, per documentare l’assurda vicenda di un Paese che pare abbia vissuto due differenti storie: una ufficiale, composta da un personale politico e imprenditoriale, da uomini di cultura e autori di canzonette, e un’altra probabilmente sotterranea, fatta di intrighi, dossier, golpe tentati e stragi riuscite.
In questa pubblicazione De Lutiis, (studioso e consulente della commissione parlamentare sulle stragi), ha utilizzato i dati contenuti nei documenti Usa e ricapitolati in un rapporto del Ros, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri: titolato Annotazione sulle attività di guerra psicologica e non ortodossa compiute in Italia tra il 1969 e il 1974 attraverso l’Aginter Presse.
Tutto ciò, in gran parte, proviene da un documento redatto dal capitano Massimo Giraudo, l’ufficiale che ha supportato il giudice istruttore Guido Salvini nelle indagini sulla strage di piazza Fontana e sull’eversione di destra in Italia. In questa documentazione (individuata da De Lutiis) viene evidenziato il ruolo avuto dal Piano Chaos, programma, attuato tra il 1968 e il 1974, della cosidetta “guerra psicologica e a bassa intensità” (“psychological and low density warfare”) dell’Occidente contro il comunismo, attuata anche attraverso l’infiltrazione di agenti provocatori all’interno dei movimenti di sinistra. (http://dust.it/articolo-diario/il-caro-agente-ronald/).
In questo link  ci si domanda: … Ma chi era davvero Ronald Stark? (…) «In seguito alla decisione del presidente degli Stati Uniti Bill Clinton di togliere il segreto che gravava su oltre un milione di documenti, sono divenuti pubblici alcuni studi condotti da istituti di ricerca statunitensi legati in vario modo a servizi segreti. Secondo alcuni di questi studi, risalenti agli anni Sessanta, la diffusione di Lsd, e più in generale degli allucinogeni, poteva essere presa in considerazione come arma per deprimere l’attivismo politico dei giovani americani». Da altri documenti ora «declassificati», che provengono direttamente dal governo degli Stati Uniti, emerge la verità sui «Chicago riots», gli scontri avvenuti a margine della Convenzione del Partito democratico che si tenne dal 25 al 29 agosto 1968, a cui hippy e giovani dei movimenti underground si erano presentati per contestare la candidatura alla Casa Bianca del senatore Hubert H. Humphrey, favorevole alla continuazione della guerra in Vietnam. Gli scontri con la polizia, i più duri del decennio dopo le rivolte dei ghetti neri, iniziarono la domenica sera e continuarono fino alla notte del martedì successivo.
Ora emerge che, secondo i documenti del governo, un sesto degli hippy partecipanti ai disordini «apparteneva ad agenzie federali e a organismi di intelligence». Una percentuale altissima d’infiltrati e provocatori per spingere i giovani sulla strada dello scontro fisico e della violenza.

Ecco che riappare una nostra recente conoscenza: …I magistrati italiani hanno documentato che, nei primi anni Sessanta, Stark ha lavorato presso il settore Progetti speciali del Dipartimento Difesa degli Stati Uniti e che anche in seguito ha ricevuto periodici versamenti di somme di denaro provenienti da Fort Lee, conosciuta come sede della Cia. Qualche conferma a questi scenari è arrivata anche da un italiano, Roberto Cavallaro, (vedi articolo di Contropiano: operazione Blue Moon) che nel 1974 fu arrestato per il tentato golpe della Rosa dei Venti: la Cia, ha dichiarato Cavallaro a Giraudo, nei primi anni Settanta aveva lanciato in Italia l’Operazione Blue Moon, «consistente (…) nella diffusione di sostanze stupefacenti negli ambienti giovanili al fine di provocarne la destabilizzazione».

I magistrati italiani hanno documentato che nei primi anni Sessanta Stark ha lavorato presso il settore Progetti speciali del Dipartimento Difesa degli Stati Uniti e che anche in seguito ha ricevuto periodici versamenti di somme di denaro provenienti da Fort Lee, conosciuta come sede della Cia. Qualche conferma a questi scenari è arrivata anche da un italiano, Roberto Cavallaro, che nel 1974 fu arrestato per il tentato golpe della Rosa dei Venti: la Cia, ha dichiarato Cavallaro a Giraudo, nei primi anni Settanta aveva lanciato in Italia l’Operazione Blue Moon, «consistente», scrive De Lutiis, «nella diffusione di sostanze stupefacenti negli ambienti giovanili al fine di provocarne la destabilizzazione». Nella sua inchiesta, il giudice Salvini cita i Mind control programs (programmi di controllo della mente) che prevedevano sperimentazione e uso di allucinogeni, mescalina, Lsd.
Nella sua inchiesta, il giudice Salvini cita i Mind control programs (programmi di controllo della mente) che prevedevano sperimentazione e uso di allucinogeni, mescalina, Lsd.
Tra questi programmi, Mk-Ultra, Bluebird, Artichoke (della Cia), Derby Hat (dell’Esercito), Chatter (della Marina). Sembra X-Files, ma è la realtà.
Si aggiungono ulteriori tracce di una inchiesta ancora tutta da completare su questi argomenti.
L’addestramento di “agenti” avveniva in Virginia, nella base di Quantico, dagli allievi veniva “familiarmente chiamata Hoover University”, dove funzionava a tempo pieno una «scuola d’infiltrazione» organizzata per preparare gli agenti federali e istruirli anche al consumo di droghe per renderli più credibili negli ambienti hippy! Scuola costruita da Edgar Hoover, per quarant’anni capo dell’Fbi e fermo assertore dell’uso «politico» degli stupefacenti per tenere sotto controllo gli ambienti underground e bloccare lo sviluppo della New Left, la «Nuova Sinistra» americana.
Ronald Stark in Italia non si presentava certo come produttore di Lsd, né tanto meno come agente della Cia. «Si presentava come un rivoluzionario a tempo pieno», ma con un aria vagamente hippy per renderlo più fluido nelle sue frequentazioni.
In realtà Stark aveva una parte importante in questa “strategia della droga”. Aveva aperto in Belgio, a Le Clocheton, un centro di ricerche biomedicale che invece risultava essere  un laboratorio per la produzione di acido lisergico (Lsd –ndr).  In soli due anni, secondo il rapporto del Ros, produsse 50 milioni di dosi di Lsd.
Stark ha sempre sostenuto di non avere nessun rapporto con l’amministrazione statunitense ma numerose prove e documenti stanno a testimoniare il contrario, tant’è che: (…) quando fu arrestato a Bologna, Ronald Stark fu identificato come cittadino americano nato a New York il 9 aprile 1938, possessore di due fattorie in California, di una società finanziaria in Liechtenstein, di un «centro di ricerche» in Belgio.
In un interrogatorio che Stark rese ai giudici, negò di essere in rapporto con i servizi americani o di qualsiasi altro Paese, ma non tralasciò di ricordare al giudice una legge americana che punisce con pene severe l’agente segreto che sveli la sua qualifica.
Le autorità statunitensi hanno sempre fermamente smentito che Stark fosse un agente americano ed hanno anche affermato che lo stesso era anzi ricercato dalla giustizia americana. Gli Stati Uniti, che formalmente lo ricercavano da anni, non avevano però voluto richiedere la sua estradizione.
Nonostante ciò però da parte dell’amministrazione statunitense, o dai loro diretti esponenti politici, non fu però mai avanzata nessuna richiesta di estradizione, mentre risultano documentati i cordiali rapporti intrattenuti da Stark con alti funzionari americani sia durante la sua carcerazione, sia in epoca precedente al suo arresto.
Nella sua stanza all’Hotel Baglioni, il migliore di Bologna, e nella sua cassetta di sicurezza in un’agenzia romana della Banca Commerciale furono trovati documenti che provano i suoi rapporti con una serie di siciliani molto potenti: il misterioso ex presidente dell’Ente Minerario Siciliano Graziano Verzotto, il proconsole di Andreotti Salvo Lima, il principe golpista Giovanni Alliata di Montereale, l’ex capo del Sid Vito Miceli. Altri contatti Stark li aveva con personaggi americani, da cui riceveva lettere su carta intestata di ambasciate. In carcere riceveva le visite del vice console degli Usa a Firenze, Wendy M. Hansen.
La vicenda pare chiudersi con questa notizia: 25 gennaio 1985 – Ronald Stark, uno dei più enigmatici personaggi rimasti implicati nelle storie di terrorismo italiano e internazionale, sarebbe morto nelle Antille nel luglio scorso. (Luglio 1984 ndt).
È invece rimasta aperta, troppo aperta, la partita della cosiddetta «guerra psicologica e non ortodossa», combattuta negli anni Settanta e Ottanta senza esclusione di colpi, con molti tipi di armi. Comprese le droghe. Una guerra che ha lasciato un’onda lunga che arriva… fino ad oggi. Dobbiamo saperne di più!L’inchiesta continua.

Per maggiori info sull’operazione Blue Moon e Ronald Stark:
http://dust.it/articolo-diario/il-caro-agente-ronald/
http://www.skilluminati.com/Research/entry/ronald hadley_stark_the_man_behind_the_lsd_curtain
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/01/25/misteriosa-morte-di-stark-uomo-della.html
http://archivio900.globalist.it/it/documenti/doc.aspx?id=154

 

Fonte: http://contropiano.org/

Operazione Blue Moon/2. La guerra non ortodossa in Italia was last modified: novembre 8th, 2014 by Radio Rock Revolution

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