Marcello Dell’Utri parla di De Mauro, Mattei e Pasolini

Il senatore Marcello Dell’Utri interrogato nell’ambito di una nuova indagine della Procura di Palermo

 

«Ho iniziato un libro che mi impegnerà per anni, forse per il resto della mia vita. Non voglio parlarne, però: basti sapere che è una specie di “summa” di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie» – Da una lettera di Pier Pasolini ad Alberto Moravia, datata 10 gennaio 1975, nella quale scrive dell’ideazione del romanzo “Petrolio”.

Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è stato sentito come persona informata sui fatti nell’ambito di una nuova indagine aperta dalla Procura di Palermo sulla morte del giornalista Mauro De Mauro. Gli investigatori stanno cercando di capire se c’è un filo tra il delitto De Mauro e gli omicidi di Enrico Mattei e Pier Paolo Pasolini.
Un’indagine che ha il sapore del thriller o della fiction. Non certo per la mancanza di consistenza, ma per l’ideale collegamento tra epoche e vicende finora considerate, ufficialmente, distanti e diverse.


L’inchiesta sull’omicidio De Mauro, relativa ai mandanti dell’omicidio è parallela a quella a carico del boss Totò Riina, poi assolto, è condotta dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal Pm Sergio De Montis. La necessità di ascoltare Dell’Utri nasce da una dichiarazione da lui fatta nel marzo del 2010. Allora il senatore rivelò di avere potuto leggere il cosiddetto “appunto 21”, un capitolo del romanzo “Petrolio” , intitolato Lampi sull’Eni, in cui Pasolini ricostruiva, usando degli pseudonimi per i protagonisti, i retroscena sulla morte dell’ex presidente dell’Eni Enrico Mattei, deceduto in un incidente aereo nel ’62 e ricollegava la scomparsa di Mattei al delitto del cronista de L’Ora di Palermo, Mauro De Mauro, sequestrato e ucciso nel capoluogo siciliano nel 1970. Dell’Utri, che non avrebbe poi più avuto la disponibilità dello scritto di Pasolini, solo mostratogli, riferì un intuizione avuta dallo scrittore sul collegamento tra i due delitti. Adesso ai Pm di Palermo, che stanno indagando per accertare se esista un unico filo che lega le tre morti, Dell’Utri avrebbe riferito quanto scritto da Pasolini nell’appunto mai ritrovato.

L’ipotesi investigativa, molto suggestiva, ispirata alle intuizioni di Pasolini, è che Mattei sarebbe stato eliminato per la sua politica petrolifera, non condivisa dal suo vice Eugenio Cefis (che Mattei aveva allontanato proprio un anno prima di morire), e che De Mauro, incaricato dal regista Francesco Rosi di ricostruire gli ultimi giorni del presidente dell’Eni, si sarebbe avvicinato a questa verità e perciò sarebbe stato ucciso. Una verità che faceva paura a tanti, intuita da Pasolini, e che anche allo scrittore sarebbe costata la vita. Dunque, una sorta di “lineare scia di nero petrolio”. Una pista che incrocerebbe le indagini della procura di Palermo con quelle della procura di Roma, dove il pm Francesco Minisci indaga dal 2009 sulla morte di Pasolini.

La storia di tre morti – Enrico Mattei, fondatore dell’Eni, morì il 27 ottobre 1962 a Bascapè in provincia di Pavia quando il suo aereo privato si schiantò al suolo. Inizialmente si parlo di un incidente, le cui cause non furono però chiarite, fino a qualche anno fa, quando, grazie alla riapertura delle indagini vennero ritrovati segni di esposizione a esplosione su parti del relitto, sull’anello e sull’orologio di Mattei. Il fondatore dell’Eni sarebbe quindi stato ucciso.
Alcune delle persone che indagarono in maniera non ufficiale sulla morte di Mattei e sulla successiva inchiesta sull’incidente morirono a loro volta in circostanze misteriose. E’ il caso appunto del giornalista De Mauro il quale si era mostrato disponibile a fornire a Francesco Rosi, autore del noto film su Mattei, materiale (probabilmente alcuni nastri magnetici audio) ritenuto di estremo interesse per la ricostruzione dei fatti, e dello scrittore e regista Pasolini, che occupandosi del suo romanzo-inchiesta Petrolio, indagò a sua volta sulla morte di Mattei.
Mauro De Mauro, deceduto nel settembre del 1970, fu rapito secondo le rivelazioni di alcuni pentiti, dalla mafia e poi ucciso. Il cadavere del giornalista non fu mai più ritrovato: secondo il pentito Francesco Marino Mannoia il corpo di De Mauro sarebbe stato sciolto nell’acido. Per l’omicidio di De Mauro era imputato il boss dei corleonesi Totò Riina (poi assolto), in quanto i presunti autori materiali del delitto sarebbero ormai morti. Il legame tra De Mauro e Mattei sarebbe nel materiale in possesso del giornalista prima della morte relativo al fondatore dell’Eni. Un nastro magnetico in possesso di De Mauro e mai più ritrovato (ma sono rimasti gli appunti presi dal giornalista) poteva costituire infatti la prova che l’aereo di Mattei poteva essere stato sabotato quando lo stesso Mattei partecipò ad una manifestazione in Sicilia in cui aveva incontrato l’allora ministro Roberto Tremelloni.
Pier Paolo Pasolini fu ucciso invece nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 nella zona dell’Idroscalo a Ostia, prima picchiato brutalmente e poi travolto dalla sua stessa auto. L’omicidio fu attribuito a un 17enne, Pino Pelosi che si dichiarò colpevole e fu poi condannato. Tuttavia nel 2008 Pelosi confessò di non essere stato da solo con Pasolini al momento della morte, ma di aver avuto accanto altre due persone e che il suo ruolo in quanto “ragazzo di vita”, era stato sostanzialmente quello di esca per lo scrittore omosessuale. Pasolini avrebbe infatti raccolto informazioni sulla morte di Mattei e sul ruolo avuto dal vicepresidente dell’Eni dell’epoca Eugenio Cefis nella morte, informazioni che stava raccogliendo per pubblicarle nel romanzo-inchiesta Petrolio a cui stava lavorando prima della morte. Per impedire la pubblicazione di queste informazioni sarebbe stato ucciso. Una tesi questa, come quella relativa alla morte di De Mauro, a cui ora i pm di Palermo sembrano dare credito.

Fonte: http://www.guidasicilia.it/mattei-de-mauro-pasolini/news/47376

Marcello Dell’Utri parla di De Mauro, Mattei e Pasolini was last modified: novembre 13th, 2014 by glianni70.it

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