La droga a Milano negli anni ’70: Storia di Filomena e Antonio di Antonello Branca 1976 (documentario)

storia di filomena e antonioLa droga a Milano negli anni ’70: Storia di Filomena e Antonio

di Antonello Branca

Documentario sulla penetrazione della droga a Milano negli anni ’70. Filomena ha solo 24 anni e racconta con una lucidita’ che toglie il fiato il suo percorso di bimba rinchiusa in collegio, scappata di casa, ripresa dalla famiglia e trattata come donna perduta. Racconta il matrimonio con un ragazzo emigrato in Germania, e la sua incapacita’ di adattarsi a questa nuova situazione. Narra l’arrivo a Milano, l’incontro con Antonio e quello con la droga. Un dialogo a due voci traccia il quadro spietato della tossicodipendenza, della ricerca quotidiana della dose e dei tentativi di venirne fuori. Si tratta di un documento struggente, soprattutto per la lucidita’, la misura, la maturita’ e l’intelligenza di due figure indimenticabili.

Antonello Branca è stato uno dei documentaristi italiani più significativi degli anni 60’/’70. Nato a Roma il 15 maggio 1935, ma sardo di origine, è fotografo in Kenia a soli 24 anni. poi corrispondente da Londra per l’ Agenzia Italia. Il regista inizia qui il suo percorso di documentarista. I suoi film, oltre ad essere preziosi documenti storici, sono anche esemplari di un metodo innovatore. L’esordio è un reportage “diverso”: Aria di Londra (1961) realizzato con il fotografo Lorenzo Capellini.

Per quattro anni Antonello Branca collabora con TV7, il programma d’informazione “cult” della seconda rete. Il suo servizio sul Vajont (1963), per primo denuncia le responsabilità umane del disastro. Il regista viene messo all’indice e allontanato per un lungo periodo dal programma.

Nel 1965, Mastroianni si racconta ad Antonello, che lo segue per mesi nelle sue attività. Il ritratto è completato da quanti hanno lavorato con lui: Vasco Pratolini, Federico Fellini, Giulietta Masina, Valerio Zurlini, Pietro Germi, Luchino Visconti, Jeanne Moreau, Sophia Loren.

Nel 1966 Antonello si trasferisce negli Stati Uniti, danno vita ad un ricchissimo percorso di documentazione. In “What’s happening ?” (1967) Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Allen Ginsberg, Andy Warhol, Fred Mgubgub, Marie Benois raccontano la loro America, la Pop Art e la Beat Generation. What’s happening? vince la Coppa Agis al Festival dei Popoli di Firenze del 1967.

Nel 1968 Antonello gira “California”, un documento sullo stato più dinamico dell’Unione, in tre puntate. Tra queste “Il dissenso” che vince due premi al Festival d’Este del 1968.

Una canzone di Elaine Brown “Seize the time” ispira il titolo del film sul Black Panther Party (1970), un lungometraggio costruito con le Pantere Nere sulle condizioni di vita dei neri americani, la repressione, la resistenza organizzata del movimento. Seize the time vince il premio di qualità Ministero Turismo e Spettacolo al Festival di Pesaro del 1970.

Nel 1976 egli documenta il diffondersi della droga a Milano attraverso il racconto di “Filomena e Antonio”. Nel 1977 narra le piaghe di Napoli. “Cartoline da Napoli” produce un piccolo terremoto politico e l’On. Gava in persona scende in campo contro il programma.

Nell’89 Antonello Branca inizia una ricerca sul rapporto tra guerra e tecnologia che durerà quattro anni. Centinaia di interviste, la collaborazione di studiosi come David S. Landes, Nathan Rosemberg, l’apporto degli scienziati che costruirono la bomba A, hanno permesso di dare vita ad una trilogia, “Guerra e tecnologia”, che documenta il rapporto tra gli apparati militari e lo sviluppo economico degli Stati Uniti dalla nascita dello stato americano, alla fine del ?700, fino alla guerra del golfo del 1991.

Negli ultimi anni Antonello aveva iniziato a lavorare ad un progetto ambizioso: una storia “alternativa” degli Stati Uniti, di cui ci resta un articolato lavoro su “La grande depressione”.

La morte del regista interrompe questo percorso di ricerca il 25 giugno 2002.

 

Regia: Antonello Branca
Formato originale: negativo 16mm
Produzione: Antonello Branca
Italia, 1976, bn, 66′

 

Un film di Antonello Branca. Documentario, durata 60 min. – Italia 1976.

 

 

La droga a Milano negli anni ’70: Storia di Filomena e Antonio di Antonello Branca 1976 (documentario) was last modified: marzo 7th, 2015 by glianni70.it

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  1. MASSA. Filomena se ne è andata sei mesi dopo il suo Antonio. I due erano inseparabili. Ad aprile lui è morto in un incidente, adesso si sono riuniti per l’eternità. Antonio Ricci, 74 anni, era finito con la sua automobile contro un pullman in una strada di montagna. Pochi mesi dopo anche Filomena Ricci, la donna che gli aveva dato 4 figli e lo aveva accudito, se n’è andata. Aveva 72 anni. Nessuno aveva avuto il coraggio di dire niente a Filomena, tutti sapevano del grande amore che univa questi due coniugi.

    L’amore del proprio compagno di vita, sia quando giunge all’improvviso sia quando è attesa da tempo è una delle perdite più dolorose e densa di conseguenze. La propria esistenza cambia completamente, così era cambiata l’esistenza di Filomena. Antonio, che tutti chiamavano Lumachina, era stato davvero un marito premuroso e attento. Nell’ultimo periodo pensava solo ad accudire sua moglie. Lei non stava tanto bene di salute e quindi lui pensava a tutto, pensava a sistemare la casa, pensava a curare Filomena e poi purtroppo il tragico incidente. Filomena ha perso il suo punto di riferimento.

    Non gli è mancato l’amore dei suoi figli e dei suoi nipoti, per un periodo ha provato anche a trasferirsi lontano dalla casa dove aveva vissuto con il suo uomo, ma poi è tornata a Casette e lì piano piano si è spenta. Ha raggiunto il suo Tonino. Una coppia unita, pronta a impegnarsi anche socialmente e a divertirsi e poi prima la malattia di lei e poi l’incidente che ha portato via lui. Filomena non ha saputo accettare la perdita del suo uomo, passare dalla condizione di moglie a quella di vedova, ritrovarsi senza la persona con cui aveva trascorso la parte più importante della propria esistenza, scambiato un sostegno affettivo, emotivo, condiviso esperienze, creato una famiglia, fatto nascere 4 figli, per lei è stato un dolore troppo forte da sopportare.

    Insieme erano stati per molti anni anche fuori dall’Italia a lavorare a costruire la loro tranquillità per passare insieme una vecchiaia serena circondati dall’amore dei figli e dei nipoti. Poi purtroppo l’incidente ha cambiato tutto. Antonio come quasi ogni mattina si recava in città a fare le commissioni, una curva e poi lo scontro frontale con l’autobus. Antonio è morto sul colpo ma sicuramente l’ultimo pensiero è andato a Filomena. Lei per alcuni mesi ha provato ad andare avanti senza di lui, ma la vita senza Antonio deve essergli sembrata troppo dura. Filomena ha provato, ha cercato di farsi forza per i suoi famigliari ma alla fine ha ceduto alla malattia e così ha potuto raggiungere suo marito.

    Non è la prima volta che un marito o una moglie non resiste alla morte del coniuge e nel giro di pochissimo tempo lo raggiunge. La storia di Caterina e Giuseppe, la storia di Antonio e Filomena e la storia di molte altre coppie che passano insieme tanti anni e che poi non riescono a sopravvivere alla scomparsa di un coniuge. Delle belle storie, senza lieto fine.

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