Il Mossad in Italia

mossad-sealIl Mossad in Italia

Da Aljazira del 08/07/2005

«I legami con le comunità ebraiche sparse per il mondo forniscono inoltre al Mossad un retroterra -non solo logistico- di ineguagliabile valore informativo e operativo». (1)

«. Non bisogna credere, tuttavia, che il Mossad si sia limitato ad utilizzare la Penisola, esclusivamente come terreno di scontro o retrovia nella quale scovare ed eliminare i propri nemici (palestinesi e terroristi alleati). In realtà la presenza dell’Istituto si è rivelata molto più significativa, permeando e condizionando in una certa misura persino la vita politica italiana e i nostri corpi di sicurezza. Sintomi tangibili di questo
condizionamento si ritrovano lungo tutto il corso di quest’ultimo trentennio del secolo appena concluso, come fatti gravissimi e testimonianze autorevoli dimostrano e confermano». (2)

«. I fatti dell’Achille Lauro misero in luce alcune grosse carenze tecniche del Sismi: per le intercettazioni del traffico delle comunicazioni nel Mediterraneo orientale eravamo completamente
dipendenti dal Servizio americano e dal Servizio israeliano, i quali avevano mezzi superiori ai nostri, ma avevano anche interessi diversi .». (3)

Il Natale 2003 è passato fortunatamente senza attentati, malgrado l’allarme lanciato dai -prontamente raccolto dai media nostrani- relativamente a possibili atti terroristici contro l’Italia.

Fortemente scossa dall’11 settembre e dalla strage di Nassirya, l’opinione pubblica nazionale ha ormai accolto in toto la strategia statunitense dello «scontro di civiltà», senza peraltro ricordare che finora tutte le inchieste contro il presunto islamico hanno fatto flop.

Ma, come negli anni Settanta un magistrato balzava agli onori delle cronache dando la caccia ai «terroristi », oggi lo schema sembra ripetersi con le cd. «trame islamiche» al posto di quelle «nere».

Grazie a ciò lo Stato di assurge al ruolo di baluardo occidentalista nel Vicino Oriente e sicuro alleato dell’Italia nel Mediterraneo, tanto da mettere in guardia la nostra nazione da possibili attentati ai suoi danni.

Però, a chi è un po’ troppo ansioso di approvare questo schema, è forse utile ricordare tutte le vicende nelle quali i di sono stati invischiati nell’Italia del dopoguerra.

Un riassunto né esaustivo né definitivo, perché tante ipotesi meriterebbero ben altro spazio, a conferma però del ruolo svolto dal Mossad ai danni della nostra sovranità nazionale.

1948: nel porto di Molfetta viene bloccato il “Lino”, un mercantile italiano carico di armi dirette ai siriani. Regista dell’operazione è l’ebrea Ada Sereni, che con una opera di disinformazione riesce a impedire la partenza della nave, consentendo così a un sionista di affondarla. (4)

1964: all’aeroporto di Fiumicino viene sequestrato e rinchiuso in un baule Mordechai Luk, ebreo marocchino reo di aver collaborato con gli egiziani. (5)

1970: nascono le dopo l’assemblea costitutiva del metropolitano (CPM) tenutasi a Chiavari l’anno precedente. Ad esso partecipano Duccio Berio, figlio di un medico milanese legato al Mossad, così come un certo Israel, che oggi lavorerebbe in ambienti della Confindustria. (6)

Subito dopo il sequestro del giudice , agenti israeliani contattano Alberto Franceschini e offrono alle BR aiuto e protezione, a patto che esse inaspriscano la loro azione di destabilizzazione dell’Italia.

Rifiutato l’appoggio sionista, Curcio e Franceschini vengono arrestati, mentre -avvisato da una tempestiva telefonata- non si presenta all’appuntamento con i due e la fa franca. (7)

Insieme a , Moretti è uno dei protagonisti del sequestro e dell’uccisione di , gradita a per le forte tendenze dello statista democristiano a creare un rapporto privilegiato tra Italia e mondo arabo. (8)

Sia Gallinari che Moretti sono entrati nelle attraverso la mediazione di , uno dei fondatori della scuola di lingue “Hyperion”, punto d’incrocio tra dell’Ovest e dell’Est, certamente permeabile all’influenza israeliana. (9)

1972: due agenti del Mossad uccidono a Roma, nella sua abitazione di Piazza Annibaliano, il palestinese Wael Zwaiter, considerato da tutti «un poeta senza un soldo, un innocuo intellettuale, un profugo». (10)

1973: all’aeroporto di Fiumicino, allertati dal generale del SID Ambrogio Viviani, agenti del Mossad scatenano un conflitto a fuoco nel tentativo di eliminare alcuni membri palestinesi di “Settembre Nero”, catturati successivamente dalla polizia italiana. (11)

1973: il 17 maggio avviene una strage davanti alla Questura di Milano, in Via Fatebenefratelli: 4 morti e 45 feriti per il lancio di una bomba a mano. L’esecutore materiale, Gianfranco Bertoli, si qualifica come anarchico individualista, giunto in Italia da un
kibbutz israeliano per vendicare l’assassinio di .

Secondo l’ipotesi del Procuratore Generale, Laura Bertolè Viale «l’ingresso di Bertoli in avviene senza controlli, senza visita medica, senza attese, con un passaporto privo delle firme e dei bolli regolamentari. Bertoli viene fatto fuggire dall’Italia dal SID e da uomini legati al Mossad .». (12) La stessa
arma usata da Bertoli è di chiara provenienza israeliana.

1973: il 23 novembre 1973 un bimotore dell’Aeronautica militare italiana, Argo 16, precipita a Marghera: i 4 militari dell’equipaggio muoiono, il possibile disastro ecologico viene solo sfiorato.

A distanza di 25 anni dall’, il giudice istruttore di Venezia -Carlo Mastelloni- rinvia a giudizio 9 persone: tra di esse vengono accusati di strage Zvi Zamir, ex-capo del Mossad ritenuto il
mandante del sabotaggio dell’aereo e Aba Léven, ex-responsabile del servizio di sicurezza israeliano in Italia.

Di favoreggiamento aggravato viene invece accusato Giorgio Lehmann, ex-consulente giuridico del Sismi, di chiara origine ebraica.

Motivo dell’: un monito di Tel Aviv contro la politica filo-araba del governo italiano.

L’Argo 16 aveva infatti trasportato 2 dei 5 palestinesi arrestati il 5 settembre 1973 con l’accusa di progettare un attentato alle linee aeree israeliane in Italia, probabile ritorsione araba per l’abbattimento di un aereo civile libico con a bordo 109 persone ad
opera dell’aviazione sionista agli inizi dell’anno. (13)

1980: Ustica chiama Bologna? Che l’abbattimento del DC9 dell’Itavia sui cieli di Ustica fosse avvenuto per errore degli israeliani, impegnati ad impedire il rifornimento di 24 chili di uranio arricchito dalla Francia all’Iraq, è la tesi sostenuta nel libro di Claudio Gatti, “Il quinto scenario”, Rizzoli, 1994, acquisito agli
atti del processo dal giudice istruttore Rosario Priore.

Già nel marzo 1980 un Tir che trasportava per conto della Snia 23 tonnellate di materiale destinato all’ente nucleare iracheno scompare con il suo carico insieme all’autista, Edoardo Pancaldi, ricomparso misteriosamente un mese dopo. (14)

1981: l’8 ottobre viene fatto saltare in aria all’Hotel Flora -insieme a tutta la sua camera- Abu Sharar, membro del Comitato centrale dell’Olp. Che il Mossad si permetta di far esplodere una stanza d’albergo a meno di 100 metri dall’ambasciata degli Stati Uniti a Roma in Via Veneto, è possibile grazie alla schiacciante maggioranza filo-israeliana del Sismi.

Numero due del Servizio è allora il generale Pasquale
Notarnicola «un ufficiale di assoluto gradimento dei comunisti, i quali non perdevano occasione per battersi il petto a favore della gloriosa lotta del coraggioso popolo palestinese». (15)

Decisivi per la completa svolta filo-sionista dei nostri Servizi furono l’avvento di Giovanni Spadolini a Palazzo Chigi e la nomina del generale Lugaresi alla direzione del Sismi.

1984: il 23 dicembre una bomba esplosa sul rapido 904 Napoli-Milano provoca 15 morti e più di 100 feriti: è la cd. “Strage di Natale”.
Il capogruppo alla Camera del , , accusa dell’attentato «una potenza occidentalista mediterranea legata agli Stati Uniti(16)»; per la strage vengono invece condannati due esponenti della mafia siciliana.

1986: il 5 ottobre, appena messo piede fuori dall’aeroporto di Fiumicino, viene sequestrato, narcotizzato e portato ad Ostia dal Mossad il tecnico israeliano Mordechai Vanunu, colpevole di aver
rivelato alla stampa britannica il programma nucleare di Tel Aviv.
Imbarcato al porto di La Spezia, Vanunu viene condotto in Israele e chiuso in cella d’ isolamento fino al 1998 (17).

Annotazioni − (1) Giorgio Boatti, “Enciclopedia delle spie”, Rizzoli, 1989, p. 257.

(2) Aldo Musci-Marco Minicangeli, “Breve storia del Mossad”, Datanews, 2001, p. 96.

(3) Fulvio Martini, “Nome in codice Ulisse”, Rizzoli, 1999, p. 116.

(4) Cfr. Musci, op. cit., p. 98.

(5) Cfr. Musci, op. cit., p. 99.

(6) Cfr. Alberto Franceschini, “Storia inedita delle Brigate Rosse”, Dagospia.com.

(7) , “Storia dei servizi segreti in Italia”, Editori Riuniti, 1994.

(8) Cfr. Mauro Bottarelli, 19 Marzo 1999, www.lapadania.com.

(9) Fasanella-Rocca, “Il misterioso intermediario”, Einaudi, 2003.

10) Francesco Pazienza, “Il disubbidiente”, Longanesi, 1999, p.114.

11) Cfr. Musci, op. cit., pp. 100-104.

12) Cfr. Saverio Ferrari, “Liberazione”, 28 settembre 2002.

13) Israele aveva tentato di accreditare la tesi che l’apparecchio abbattuto non avesse obbedito alle ingiunzioni dei caccia, ma tale versione non venne confermata dai fatti, tanto più che il pilota del Boeing 727 libico era di nazionalità francese. La liberazione degli arabi era avvenuta su richiesta dell’OLP di Arafat, che si era impegnata nella circostanza a non porre più in atto condotte di in territorio italiano. Cfr. Appunti trasmessi dalla Presidenza del Consiglio con missiva del 27/01/1998, su www.arci.it.

14) Centro Studi Orion, “Strage di Ustica e . E se fossero collegate?”, SEB, 1997, p. 32. Per l’ipotesi del collegamento, Centro Studi Orion, op. cit., pp. 55-59 e Dossier Fare Fronte, “Ustica il Silenzio”, Roma, 1993.

15) Cfr. Pazienza, op. cit., p. 372.

16) Cfr. Gabriele Adinolfi, “Nuovo ordine mondiale tra
imperialismo e impero”, SEB, 2002, p. 229.

17) Cfr. Pazienza, op. cit., p. 81. Ma per i metodi del Mossad cfr. il libro di un ex-agente israeliano: Hoy-Ostrowsky, “Attraverso l’inganno”, Interno Giallo, 1991.

Il Mossad in Italia was last modified: dicembre 27th, 2014 by glianni70.it

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