I due volti della propaganda quando DC e PCI raccontavano la Sicilia

I due volti della propaganda quando DC e PCI raccontavano la SiciliaI due volti della propaganda quando DC e PCI raccontavano la Sicilia

di SILVESTRO LIVOLSI

Una serie di filmati che rendono bene il clima di scontro politico aspro e frontale tra il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana, in Sicilia, dagli anni ‘ 50 agli anni ‘ 70, è contenuto nel sito internet della Cineteca di Bologna, che alla comunicazione politica nell’ Italia del dopoguerra ha dedicato un’ ampia sezione online. Una prima e pittoresca sequenza di immagini isolane é possibile ravvisare nella colorita e numerosa presenza di carretti siciliani che sfilano davanti a Luigi Longo, a Davide Lajolo e a Pietro Secchia che si sporgono dal palco degli oratori al quinto festival nazionale dell’ Unità, in una pellicola di propaganda del ‘ 53, nella quale il Pci poneva, fra le altre questioni, quella del sottosviluppo del Sud; tema che ritornava centralmente e nel film commissionato dalla direzione regionale del Pci ai fratelli Taviani nel 1959 e che uscì col titolo “Sicilia all’ addritta”. Il contenuto della pellicola metteva in evidenza la misera vita che conducevano i contadini e i sottoproletari nelle baracche delle periferie. I Taviani affidarono alla voce narrante di Ignazio Buttitta (che comei cantastorie illustrava in tabelloni dipinti i guai dell’ isola, dalla mancanza di lavoro all’ alleanza tra mafia e politica) le proposte dei comunisti per porre fine al governo democristiano responsabile di ingiustizie e carenze nell’ Isola. Il filmato è accompagnato dalla scheda, con il visto della censura, rilasciata dal ministero dell’ Interno per l’ autorizzazione alla proiezione nelle sale cinematografiche e tra i vari tagli imposti a diverse scene si ordina «che sia eliminata la battuta “l’ oro della terra lo rubano i padroni; quello sotto la terra gli stranieri: la Gulf Compagnia”». Ancora a cura del Pci isolano è “Il viaggio della speranza”, del 1963, film sull’ emigrazione siciliana con immagini eloquenti sulle dure condizioni di vita e di lavoro in fabbrica al Nord dei numerosissimi braccianti trasformati in operai e addetti alla catena di montaggio. I siciliani costretti a emigrare, “tradotti” in treno a Torino lamentano la triste vita nelle malsane abitazioni della deserta periferia torinese, la difficile integrazione e la difficoltà di potere ritornare nei loro paesi. Alla Sicilia oppressa dalla fame e dalla mafia, si oppone una più fiduciosa visione della realtà che viene fuori dai filmati della propaganda democristiana. Del ‘ 59 è il documentario “Perché la rinascita continui”, che esalta il ruolo della Cassa per il Mezzogiorno nella trasformazione dell’ economia siciliana, da agricola a industriale, attraverso la costruzione di dighe e infrastrutture per lo sviluppo industriale. Le immagini mostrano la diga dell’ Ancipa di Troina e gli insediamenti di Augusta e Priolo. Sempre nel ‘ 59, quando la Dc è impegnata a contrastare il milazzismo, esce Cinegiornale siciliano, un satirico filmato che ha per bersaglio Milazzo e il suo governo accusati di non saper risolvere alcun problema dell’ isola. Tra la fine degli anni ‘ 60 e i primi dei ‘ 70 la produzione di film della Dc siciliana si intensifica: in “Vent’ anni di autonomia regionale”, del 1967, si celebrano i passi in avanti fatti dalla Sicilia nell’ immediato dopoguerra grazie allo “statuto speciale”. Curiosa la prima parte del filmato che ricostruiscea cartoni animati la storia della Sicilia, dall’ età romana al secondo dopoguerra. Nel 1970 vengono arruolati Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in un “Film pilota” diretto da Eros Macchi per la campagna elettorale della Dc in Sicilia. I due popolarissimi comici vengono filmati in un bar, dove Franco fa il barista e Ciccio è un avventore che segue sullo schermo acceso della tv del locale un programma di varietà. I due commentano (assieme ad una bella cassiera siculo-scandinava) le esibizioni di noti artisti (Caterina Caselli, Jonny Dorelli, Little Tony, Milva, Tony Del Monaco) e attraverso gag e battute parlano di politica:e declamando lo slogan, ripetuto più volte, «chi propone non si oppone e chi si oppone non propone» stigmatizzano il ruolo negativo dell’ oppo sizione comunista ed esaltano invece quanto già fatto dalla Dc. Non solo, Franco Franchi, con la sua caratteristica mimica e gestualità, sottolinea che il governo, a guida democristiana, ha già realizzato la costruzione di settemila nuove scuolee soprattutto sta ponendo le basi per l’ opera che farà decollare in tutto la Sicilia (trasformandola in una terra dove accoreranno pure i milanesi infreddoliti dalla nebbia e alla ricerca di lavoro): il ponte sullo stretto, per il quale, si informa che sono stati già stanziati 70 miliardi. Diversi altri video, ancora di propaganda democristiana, prodotti tra il ‘ 70 e il ‘ 74, come “Una regione più forte per la Sicilia degli anni 70. La Democrazia cristiana per la tua regione, Uniti per la Sicilia”, offrono la versione di una Sicilia felix parlando di una crescita delle città, in particolare di Palermo, descrivendole come dinamiche nei traffici commerciali e nell’ espansione edilizia, attive nel frenetico e costruttivo protagonismo della popolazione che lavora e che produce creando ricchezza. Si esaltano le aziende di nuova formazione (la Dagnino per esempio), si mostrano gli ammodernamenti aziendali nelle zone a vocazione agricola (come a Calascibetta), si documentano i trionfi di pubblico nei comizi dei leader nazionali nelle roccaforti del partito, come a Caltagirone, paese natale di Luigi Sturzo. E in tutti questi ultimi documentari, le immagini ottimistiche di una Sicilia in piena espansione – con infrastrutture adeguate, reti idrauliche ed elettriche funzionanti, aeroporti e porti in fermento – si concludono con delle riprese ai paesaggi e ai monumenti di una Taormina piena di turisti e colta al momento del tramonto, in un rosso e suggestivo declinare del sole all’ orizzonte. E dalla fine di quegli anni ‘ 70, caratterizzati da una decisa lotta politica, per le due forze politiche che l’ avevano vissuta e interpretata, in Sicilia come nel resto d’ Italia, inizierà tutt’ altra storia, sino alla comune scomparsa. Resta però la Sicilia dove le promesse democristiane si sono in gran parte dissolte nel tempo.

 

I due volti della propaganda quando DC e PCI raccontavano la Sicilia was last modified: febbraio 24th, 2015 by glianni70.it

Post correlati

Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.