E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche (And the Hippos Were Boiled in Their Tanks) William S. Burroughs, Jack Kerouac

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

 

Autore:
Titolo: E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche
Titolo originale: And the Hippos Were Boiled in Their Tanks
Lingua: Italiano
Genere:
Edizione: Adelphi 2011
Traduzione: Andrew Tanzi
Dimensione del file: 748 KB 
Formato del file: Mobi Azw3

Contenuto


13 agosto 1944: il giovane , per difendersi dalle avances dell’amico David Kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo nelle acque dello Hudson. Due altri suoi amici, e , vengono arrestati per non aver denunciato l’omicidio. Forse anche per elaborare a modo loro l’accaduto, i due scrittori ne tracciano in seguito un resoconto a quattro mani iperrealistico e visionario, dissepolto solo in anni recenti. Raccontando a capitoli alternati, Burroughs e Kerouac assumono il punto di vista di due personaggi-narratori: Burroughs quello di Will Dennison, barista originario del Nevada, sempre preceduto dalla sua «ombra di un metro e novanta», Kerouac quello del marinaio Mike Ryko, «un finlandese diciannovenne dai capelli rossi». Attraverso il loro sguardo e intorno ai protagonisti del tragico fatto di cronaca vediamo così delinearsi una folta compagnia anarco-utopista e sgangherata, euforica e malinconica, che trascorre giorni e notti bevendo e fumando in pub luminescenti, leggendo Faulkner e sognando di raggiungere Parigi. Sullo sfondo, una caotica, atterrita e aggressiva, una metropoli di fine guerra in cui il caos visivo è tutt’uno con quello acustico, con le radio che trasmettono le note della Prima Sinfonia di Brahms o il reportage concitato di un giornalista su un circo in fiamme dove «gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche». In questo unico, anomalo dettato contrappuntistico il lettore può trovare miracolosamente armonizzati gli stili e le lingue di due protagonisti primari della : il realismo «» con andamento jazz di Kerouac (specie nei dialoghi) e le accensioni lisergiche di Burroughs, preannuncio del suo sperimentalismo allucinato.

Leggerlo adesso, a distanza di decenni, sapendo che i suoi due visionari e ancora sgangherati autori sarebbero diventati leggenda, è come salire su una macchina del tempo. Un viaggio in un mondo scomparso, in una Manhattan allucinata che non c’è più, regno esclusivo di vagabondi, puttane, invertiti e assassini per caso. 
Tommaso Pincio, il Venerdì di Repubblica


(1914 – 1997)

Legato alla , ma molto lontano, per sua ammissione, dalla realtà dei beatniks o hippies, fu un autore di avanguardia che influenzò la cultura popolare e la letteratura. Molti suoi lavori partono da esperienze personali legate all’uso di droghe e alla da oppiacei. 
Ribelle alla famiglia e all’educazione alto-borghese (frequentò Harvard e studiò medicina a Vienna), nel secondo si diede alla e vagabondò in tutto il mondo, vivendo tra emarginati e sbandati (esperienze descritte in “”, 1953). Dopo una cura disintossicante cominciò a scrivere romanzi: “” (1959), “La morbida macchina” (1961), “Nova Express” (1964), “Il biglietto che esplose” (1967). In questi romanzi, il radicale sperimentalismo di Burroughs e la sua allucinata visione – politica e fantascientifica – di un universo abbandonato da Dio, conteso da gruppi di potere che si servono della parola per manipolare la psiche, preda di incontrollate tecnologie, hanno avuto un’influenza profonda sull’immaginazione americana, non soltanto narrativa. I suoi libri successivi, “Ragazzi selvaggi “(1971), “Porto dei Santi” (1974) e “Città della notte rossa” (1981) sembrano prodotti dalla stessa matrice fantastica che caratterizza la tetralogia precedente.
In Italia questi e altri suoi titoli sono pubblicati presso SugarCo e Adelphi. 

Jack Kerouac
(1922- 1969)

Interrotti gli studi universitari, vagabondò per gli Stati Uniti esercitando disparati mestieri – marinaio, frenatore ferroviario, guardia forestale – sulle tracce degli scrittori che amava: J. London, E. Hemingway, Th. Wolfe. Intorno al 1950, conosciuti W.S. Burroughs e A. Ginsberg, praticò con loro, a e a , quello che divenne il modello di vita della «»: il nomadismo, il rifiuto dell’opulenza americana, la ricerca di nuove dimensioni visionarie nella . Queste esperienze sono descritte nel “Sulla strada” (1957), che divenne, per la generazione di Kerouac, una sorta di manifesto, e che resta forse la sua opera più riuscita sia per la novità stilistica (il tentativo di creare una prosa «spontanea», sul modello della libera improvvisazione del jazz) sia per i suggestivi legami col ricorrente mito americano del viaggio. I suoi libri successivi hanno un carattere fortemente autobiografico. “I sotterranei” (1958), allucinata cronaca poetica della vita dei beat di , e “I vagabondi del Dharma” (1958), documento dell’interesse di Kerouac per le filosofie orientali, ripeterono il successo di “Sulla strada”. Nel 1961, stanco di essere una figura pubblica, si isolò, seguendo un altro suo modello letterario, il Thoreau di Walden, in una capanna non lontana dalla costa della California, dove compose uno dei suoi romanzi più intensi, dominato da un forte senso musicale della lingua: “Big Sur” (1962), bilancio di una sconfitta che si riscatta nella novità della scrittura.La stessa libera gioia del ritmo, la stessa sottigliezza nel captare il suono dell’americano parlato in moduli jazzistici si ritrovano nella sua opera poetica, in particolare nei “Mexico City ” (1959) mentre nell’ultimo voluminoso di memoria, “Vanità di Duluoz” (1968), queste qualità sembrano cedere il passo a una certa stanchezza. 

Download formato  [Epub Mobi Azw3 – Ita] 

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche (And the Hippos Were Boiled in Their Tanks) William S. Burroughs, Jack Kerouac was last modified: luglio 13th, 2017 by glianni70.it

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