Fernanda Pivano – Viaggio americano (2010) Pdf Txt Epub Mobi Azw3

Fernanda Pivano - Viaggio americano (2010)
Autore: Fernanda Pivano
Titolo: Viaggio americano
Lingua: italiano
Genere: articoli – giornalismo
Edizione: Bompiani – 2010
Dimensione del file: 9,15 Mb
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Fernanda Pivano - Viaggio americano (2010)
Fernanda Pivano con Hemingway

“Sulla strada!” avrebbe potuto scrivere in tono esortativo Fernanda Pivano come esergo di questo libro, riprendendo il titolo di un capolavoro che soltanto grazie alle sue insistenze e al suo amore per la poesia e la libertà abbiamo potuto leggere in Italia fin dagli anni Sessanta (insieme a quell’Urlo di Ginsberg che ci ha cambiati dentro), quando una certa America rappresentava il traguardo, il miraggio del nostro boom. Questa volta, però, il viaggio è diverso, l’orizzonte non disegna il confine tra la terra e il cielo o lo skyline di una città al tramonto: ci svolge e si tuffa dentro di noi, portando con sé le voci, le figure e le storie dei protagonisti della vita culturale americana del Novecento: Fitzgerald, Hemingway, Cowley, la Parker, Faulkner, Algren, Ginsberg, Kerouac, Corso, Williams, Carver, la Jong, Pynchon, la Highsmith, McInerney e Ellis, solo per citarne alcuni. Se da un viaggio si portano souvenir e cartoline, stucchevoli istantanee la cui sorte sono le pagine di un album, per Viaggio americano il destino è diverso: la passione, l’acutezza e l’entusiasmo dell’autrice ci trasformano d’incanto in compagni di strada e d’avventura, e siamo lì quando Ernest Hemingway studia la “profondità azzurra” delle Tortugas, quando Alice Toklas offre riso selvatico dal Mississippi, quando Jack Kerouac si sveglia improvvisamente famoso dopo una recensione a Sulla strada apparsa sul “New York Times”, quando William Borroughs “riceve messaggi da altri pianeti” all’Hotel Muniria di Tangeri, quando Henry Miller arrossisce per una barzelletta sporca, quando Marilyn Monroe fa da segretaria al marito Arthur Miller, quando Lenny Bruce muore per “un’overdose d’arresti”, quando Chet Baker mangia banane strimpellando il pianoforte, quando Charles Bukowski racconta di favolose vincite ai cavalli, quando Patti Smith si immagina come Salomè, quando… la storia diventa leggenda. E allora: “grazie Nanda,” come ha scritto – in italiano – Jay McInerney sull’impareggiabile “New Yorker”.

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Quando mi sono accorta di aver scritto più di millecinquecento articoli sempre parlando di letteratura americana mi è venuto qualche dubbio sulla mia salute mentale. Ero lì, con queste scatole traboccanti di fogli ingialliti, coi margini diversi da un anno all’altro o forse da un giornale all’altro, una dattilografia a volte indecifrabile perché l’avevo dovuta scrivere io, e i ricordi di quegli incontri, di quei libri, di quelle situazioni mi hanno un po’ riportato ad anni lontani, con molta emozione e un po’ di nostalgia.
L’ho raccontato a Elisabetta Sgarbi e lei mi ha proposto di sceglierne qualcuno da pubblicare in qualche sua collana della Bompiani; gettandomi nel panico, perché come si fa a maneggiare millecinquecento articoli?
Cominciavano dal 1945, quando è finita la guerra e l’esercito americano di liberazione/occupazione mi ha invitata a collaborare al suo quotidiano II Corriere del Piemonte, e subito nel 1946 continuavano sul quotidiano del Partito d’Azione Gielle, e non sono mai finiti, perché il Corriere della Sera, dove sono approdata nel 1978, dopo aver seguito le avventure di alcuni quotidiani, continua (almeno per ora) a pubblicarli.

Fernanda Pivano - Viaggio americano (2010)

Fernanda Pivano e Kerouac

Così ho pensato di non badare alle date ma ai contenuti degli articoli, facendo una specie di ritratto di questa letteratura americana via via che me ne ero innamorata, coi miei eroi sempre legati al mio cuore, Melville e Hemingway, Fitzgerald e Cowley, Alice B. Toklas e Dorothy Parker, Sherwood Anderson e Henry Miller, Paul Bowles e Nelson Algren, James T. Farrell e Martin Luther King, Gore Vidal e Tennessee Williams, Allen Ginsberg e Gregory Corso, William Burroughs e Jack Kerouac, Bob Dylan e Lenny Bruce, Erica Jong e Charles Bukowski, Raymond Carver e Don DeLillo, Grace Paley e Jay Mclnerney, Bret Easton Ellis e Mark Leyner, Patricia Highsmith e Jerome Charyn. Poi ho inserito fra loro la mia eroina Marilyn Monroe, e qualche musicista, Gerry Mulligan e Patti Smith, Janis Joplin e Kurt Cobain, e il problema sanguinoso degli indiani d’America attraverso le parole di Sherman Alexie, e ho concluso con un articoletto divertente dove ho raccontato il tre in italiano che hanno dato a Primo Levi e a me alla maturità classica a Torino, Liceo d’Azeglio.
Due articoli, quello di Erica Jong e specialmente quello di Jay Mclnerney sono di una lunghezza abnorme: quello di Erica Jong perché ammiro molto il suo coraggio trasgressivo e quello di Jay Mclnerney perché lo considero il più importante scrittore americano degli anni Ottanta e non ancora soppiantato negli anni Novanta, per le sue qualità stilistiche, la sua abilità strutturale, la sua capacità di ritrattista e le sue infallibili intuizioni e previsioni critiche.
Anche l’articolo su Nelson Algren è “troppo lungo”, ma ho voluto sottolineare non tanto la sua strumentalizzazione da parte di Simone de Beauvoir quanto la sua indipendenza intellettuale che lo ha condotto a iniziare un nuovo tipo di narrativa dopo la Depressione: quella che si chiamò “narrativa proletaria”.
Ecco. Spero che qualcuno si diverta a leggere queste pagine come io mi sono divertita, sempre con passione, a scriverle; e soprattutto spero che qualche giovane venga invogliato ad avvicinarsi ad autori a volte quasi dimenticati che hanno fatto la storia della letteratura americana.

Fernanda Pivano - Viaggio americano (2010)

Fernanda Pivano nasce in una famiglia che lei definiva vittoriana a Genova il 18 luglio 1917, da Riccardo Newton Pivano e Mary Smallwood. Ha un fratello maggiore, Franco.
La sua formazione avviene a Torino dove nel 1929 si trasferisce con la famiglia. Frequenta il liceo classico Massimo d’Azeglio dove ha come compagno di classe in quarta e quinta ginnasio Primo Levi e come supplente di Italiano Cesare Pavese. Pivano e Levi non vengono ammessi agli orali dell’esame di maturità perché i loro temi per lo scritto sono giudicati “Non idonei”. Nel 1938 Pavese le porta quattro libri in inglese che segnarono il suo destino di scrittrice e traduttrice, facendola appassionare alla Letteratura americana: Addio alle armi di Ernest Hemingway, Foglie d’erba di Walt Whitman, Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e l’autobiografia di Sherwood Anderson.
Nel 1940 consegue il diploma in pianoforte al Conservatorio di Torino, diretto da Franco Alfano. Il 17 giugno 1941 si laurea in Lettere, con una tesi su Moby Dick di Herman Melville. Il 22 giugno 1943 si laurea in filosofia ad indirizzo pedagogico sotto la guida di Nicola Abbagnano con una tesi dal titolo “Il valore della simpatia nell’educazione”.
L’inizio della sua carriera letteraria risale al 1943, quando pubblica per Einaudi la sua prima traduzione della Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, sotto la guida di Cesare Pavese e traduce il romanzo di Ernest Hemingway Addio alle armi per il quale sarà arrestata. Questo romanzo non sarà pubblicato in Italia fino al 1949 perché ritenuto lesivo dell’onore delle Forze Armate dal regime fascista, sia per la descrizione della disfatta di Caporetto, sia per un certo antimilitarismo sottinteso nell’opera. Nel 1949 sposa l’architetto e designer Ettore Sottsass junior e si trasferisce quindi a Milano. Nel 1956 compie il primo viaggio negli Stati Uniti che sarà seguito da numerosi altri viaggi in America e in altri paesi. Dopo aver tradotto e studiato i lavori dei maggiori classici americani tra cui Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, William Faulkner, promuove la valorizzazione in Italia degli scrittori della Beat Generation tra cui Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs e Gregory Corso. Lo stesso per autori come Henry Miller e Charles Bukowski. In anni più recenti, continua a segnalare al pubblico e alla critica italiani gli scrittori americani di talento che si sarebbero presto imposti sulla scena letteraria internazionale tra cui Erica Jong, Jay McInerney e Bret Easton Ellis.

Fernanda Pivano - Viaggio americano (2010)
Fernanda Pivano con Peter Orlovsky, Allen Ginsberg, Gregory Corso a Parigi nel 1961

Poco noto il suo interessamento verso la poesia beat italiana, che sviluppò negli anni sessanta, grazie anche al progetto editoriale East 128 (dal numero della camera di Sottsass, ricoverato per un’infezione renale al centro medico della Stanford di Palo Alto) e alla rivista di tendenza psichedelica e pacifista da lei creata e diretta, “Pianeta Fresco”, il cui progetto grafico venne ideato e curato da Roberto Pieracini, progettista grafico assieme a Sottsass, nello studio di quest’ultimo. In quel periodo incentivò la crescita di alcuni giovani poeti, il più noto dei quali fu il torinese Gianni Milano. Molti i premi e i riconoscimenti ottenuti, tra cui il Premio Saint Vincent per il giornalismo (1964), il Premio Monselice per la traduzione (1975), il Premio San Gerolamo (1983), il Premio letterario Giovanni Comisso (1985), il Premio Estense (1998), il Premio “Arte, Scienza e Pace” (2002), il Premio Grinzane Cavour (2003), il Premio Tenco (2005), il Premio Vittorio De Sica per la Letteratura (2006).
Il 16 dicembre 1998 viene inaugurata in Corso di Porta Vittoria, 16 a Milano la struttura destinata ad accogliere il patrimonio librario e documentario di Fernanda Pivano e i volumi del padre Riccardo. La Biblioteca Riccardo e Fernanda Pivano è una sezione staccata della Biblioteca/Centro documentazione della Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso.
Nell’estate 2001 la Pivano gira per Fandango il film A Farewell To Beat scritto da Andrea Bempensante per la regia di Luca Facchini. Il documentario racconta il viaggio in America per ritrovare amici e luoghi cari. Nel 2003 viene istituito un premio a suo nome da assegnare ogni anno a chi si è distinto per avere svolto ricerche, scritti o portato contributi eccezionali alla società.
Nel corso della sua attività si è anche occupata di musica, scrivendo nel 1966 il primo articolo giornalistico su Bob Dylan, collaborando negli anni ’70 con la rivista Muzak ed occupandosi spesso di cantautori. Collaborò inoltre con Fabrizio De André, effettuando per il suo album Non al denaro, non all’amore né al cielo l’intervista al cantautore pubblicata sul retro di copertina. A De André consegnò, nel 1997, il Premio Tenco.
Fernanda Pivano morì all’età di 92 anni la sera del 18 agosto 2009 e i funerali si svolsero il 21 agosto nella stessa Basilica di Carignano a Genova, dove vennero celebrati dieci anni prima i funerali di Fabrizio De André.

Fernanda Pivano - Viaggio americano (2010)

 

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