Dal tempo determinato al tempo indeterminato

eroinaDal tempo determinato al tempo indeterminato

La mia adolescenza moderatamente inquieta e trascorsa in un blocco di caseggiati dell’Istituto Autonomo Case Popolari.

Un luogo protettivo dove i miei amichetti conobbero le droghe pesanti senza passare dal via. Quel gruppo era la prova, solo allora vivente, che quelle leggere non sempre hanno la colpa di tutto.

(Cioccolata IACP – Offlaga Disco Pax)

 

Riteniamo che una delle ragioni fondamentali dell’ introduzione dell’ eroina sia stato il pericolo che il capitale avvertiva nella tendenza all’ integrazione tra fasce di proletariato espulso dal processo produttivo; integrazione che offriva grosse potenzialità rivoluzionarie.

 

(La trappola dell’eroina in «I Volsci», n. 9, luglio 1979, p. 22)

 

 

L’Italia della metà degli anni settanta vide dispiegarsi uno straordinario movimento di lavoratori, giovani e donne. Al centro della loro azione politica un disegno ambizioso: la trasformazione della società.

Nella sua fase di massimo splendore questo movimento ebbe però a confrontarsi con una bestia sconosciuta: l’Eroina.

Nella memorialistica di quell’epoca, in gran parte narcisista e autoreferenziale, il dramma dell’Eroina, con poche eccezioni, è stato silenziato. Pur non volendo accreditare tesi secondo le quali sia l’immissione di questa sostanza a determinare le successive sconfitte del movimento, questo aspetto va analizzato e considerato con la dovuta attenzione. Del resto, la generazione di giovani e giovanissimi che oggi sono attivamente impegnati in politica a sinistra guardano con grande fascino a quell’epoca. Indulgere o esimersi dall’affrontare un tema così doloroso non sarebbe quindi un giusto servizio nei confronti di coloro i quali sono oggi chiamati a raccogliere il testimone della trasformazione della società e a confrontarsi con l’esperienza storica dei cosiddetti «anni settanta».

 

Accanto a quest’elemento va introdotto un secondo ordine di considerazioni che attengono all’attualità. Al ciclo dell’Eroina, mai del tutto esauritosi, si è accompagnato la diffusione, costante e progressiva nell’ultimo trentennio, della Cocaina.

Se sull’Eroina uno sforzo di analisi e interpretazione del fenomeno, seppur parziale, venne fatto a sinistra già alla fine degli anni settanta, sulla Cocaina non può dirsi lo stesso. Eppure l’assunzione della Cocaina, oggi come oggi, ha raggiunto, livelli di diffusione superiori a quelli mai raggiunti dall’Eroina. La Cocaina è una droga di massa, la cui capacità di ridurre in schiavitù un individuo per un tempo indeterminato può essere posta in relazione tendenziale con le dinamiche della produzione. Ad una droga a tempo determinato come l’Eroina si è affiancata la droga a tempo indeterminato dell’iperattivismo, dell’iperproduttività, del Capitalismo.

 

In un quadro così delicato, in cui vengono a riproporsi ancor di più le discriminazioni di classe tra coloro i quali possono disporre dei mezzi economici necessari per uscire dalla tossicodipendenza e coloro i quali sono invece condannati alla marginalità sociale, la sinistra latita. Un silenzio-assenso.

Sopravvive infatti nel sottobosco della sinistra una pseudocultura che al consumo delle droghe pesanti conferisce una valenza anti-sistema, i cui messaggi subliminali passano attraverso un marketing politico nauseante. L’estetica dello sballo, il ricercare quotidianamente un anestetico per addormentare le coscienze, è il triste spettacolo di una generazione che si annulla.

 

Non si invocano qui strette repressive, con cui riempire le carceri di proletari e sottoproletari, o cacce agli untori, con cui scovare i deboli, quanto piuttosto assoldare i primi e i secondi in una battaglia di ben altra portata. Per fare questo occorre discutere, confrontarsi, anche nelle diversità: parlare di Eroina, Cocaina e del sottobosco delle droghe pesanti nella nostra società, significa guardare in faccia la realtà.

 

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La diffusione delle sostanze

 

Tra il 1970 e 1975 in Italia qualcosa cambia. Non si fa riferimento qui alla straordinaria stagione di lotte sociali e civili che attraversano il paese in quel quinquennio bensì all’introduzione di una sostanza che tanta importanza avrà per le generazioni successive: l’Eroina.

A Roma nel 1970, dati alla mano, risultano cinquecentosessanta tossicomani al di sotto dei 25 anni; nessun eroinomane. Le anfetamine, di vario tipo, in questo frangente la fanno da padroni. Nella primavera del 1972 le anfetamine sono una piaga di massa. Nel 1974, il dato varia da città a città, con un’abile operazione di marketing criminale, ritiro temporaneo dal commercio di tutte le altre sostanze stupefacenti, appare sul «mercato» l’Eroina. Già nel novembre 1975 gli eroinomani sono migliaia, lo ammette anche il centro Antidroga del Comune di Roma («Panorama» 27 novembre 1975, p. 63). Tra il 1975 e il 1976 l’uso d’Eroina si diffonde in tutta Italia, nel 1977 viene così inserita nella tabella I della legge n.685, che comprende le cosiddette sostanze pesanti.

Dal tempo determinato al tempo indeterminato was last modified: dicembre 13th, 2014 by glianni70.it

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