Accadde oggi – Anni ’70 – 21/12/1979

il potere operaioAccadde oggi – Anni ’70 – 21/12/1979

Il blitz del 21 dicembre 1979

LA RETATA DEL VENTUN DICEMBRE. VENTIQUATTRO ORDINI DI ARRESTO E CENTINAIA DI PERQUISIZIONI DISPOSTI DAI GIUDICI DI MILANO, PADOVA, FIRENZE, GENOVA, ROMA, TORINO, CONTRO ADERENTI E SIMPATIZZANTI DELL’EX “POTERE OPERAIO”. NUOVE ACCUSE AGLI ESPONENTI DI “AUTONOMIA” INCARCERATI IL 7 APRILE. LA RETATA PROSEGUE LA CAMPAGNA STATALE DI LIQUIDAZIONE DEL RADICALISMO. LA “MOSTRIFICAZIONE” DEGLI ARRESTATI ORCHESTRATA DALLA STAMPA È UNA MASCHERATURA DELLE “MISURE STRAORDINARIE” VARATE DAL GOVERNO CHE SI REGGE SUI MILITARI.

CONTRO LA REAZIONE STATALE OPPONIAMO LA LINEA DELLA DIFESA PROLETARIA FUORI DALLE VELLEITÀ E ABERRAZIONI DEL RADICALISMO ARMATO. LAVORARE CON FERMEZZA ALLA COSTRUZIONE DEL PARTITO RIVOLUZIONARIO.

(Articolo tratto dal Supplemento del 31/12/1979)

 

Preparata dal lavoro coordinato di sei uffici giudiziari è scattata, all’alba di venerdì 21 dicembre, un’operazione a raggio quasi nazionale, condotta da ingenti forze delle squadre speciali “anti-terrorismo” della Digos, contro elementi e simpatizzanti del disciolto gruppo di estrema sinistra “Potere 0peraio”. Sono state eseguite diverse centinaia di perquisizioni in varie città del Nord e disposti sedici arresti. Questi i nomi degli arrestati. A Milano: 1º) Mauro Borromeo, direttore amm. dell’università cattolica, 50 anni; 2º) Francesco Gavazzeni, prof. universitario a Pavia, 44 anni; 3º) Alberto Magnaghi, architetto e docente universitario, 38 anni; 4º) Marco Bellavita, pubblicista, 31 anni; 5º) Franco Tomei, pubblicista, 42 anni; 6º) Adriana Servida, 29 anni; 7º) Romano Madera, 31 anni; 8º) Arrigo Cavallina, 34 anni; 9º) Jaroslav Novak, dirigente della libreria Memoria, 32 anni; 10º) Oreste Strano, 40 anni, catturato a Novara. A Genova: 11º) Giorgio Raiteri, medico. A Padova: 12º) Antonio Liverani; 13º) Giannantonio Bajetta, tipografo; 14º) Antonio Temil, ingegnere, lettore a radio Sherwood; 15º) Augusto Finzi, arrestato a Mestre, redattore rivista Lavoro zero. A Roma: 16º) Alberto Funaro, redattore rivista “uomo-mare”.

Nel prosieguo dell’operazione sono stati arrestati, il 24 mattina, a Venezia Egidio Monferdin, 33 anni assistente sociale in una scuola per handicappati a Mestre; a Milano Caterina Pilenga, 49 anni regista-programmista Rai-tv. Finora gli arrestati assommano a 18 sui 24 ordini di cattura emessi dai magistrati delle procure. Ci sono, quindi, ancora sei elementi sulle cui teste pende la minaccia dell’arresto.

Le accuse sono quasi per tutti quelle di costituzione di banda armata, di istigazione alla guerra civile, di insurrezione contro i poteri dello Stato. Oltre a ciò, sono stati spiccati nuovi ordini di cattura e comunicazioni giudiziarie a carico degli esponenti di “Autonomia” incarcerati il 7 aprile. I giudici di Milano incriminano, addirittura, Toni Negri per lo squallido sequestro Saronnio e la non meno squallida uccisione di Alceste Campanile! Quelli di Torino per l’omicidio Alessandrini. Gli ordini di cattura indicano gli arrestati come i “capi dell’eversione”, i vertici dell’“organizzazione eversiva”!

Su questo secondo capitolo dell’operazione statale di liquidazione del radicalismo armato in Italia si è innestata una “spumeggiante” campagna di stampa diretta a “mostrificare” uomini e fatti. I giornali quotidiani titolano che il giudice Calogero aveva ragione; che, dall’interno di Potere Operaio è uscita la struttura portante del “terrorismo di sinistra in Italia”; che, grazie alle rivelazioni di un “terrorista pentito” (vale a dire Carlo Fioroni, un esemplare vivente di dostoieskiano) sono venuti alla luce i legami tra “Autonomia e B.R.” e tra “terroristi” e “malavita”.

Sull’onda di questa campagna di stampa c’è chi propone di adottare un nuovo modulo di analisi del “terrorismo” assumendo la tesi degli inquirenti, dei giudici Calogero e Gallucci, secondo cui B.R. e guerriglia sarebbero dirette da un solo vertice.

In questo coro di poliziotti non manca, infine, il piagnucolio del superstite centrismo di estrema sinistra (come “Democrazia Proletaria”), che, partendo dalla premessa che il “terrorismo” è il nemico mortale della classe operaia recrimina che il potere criminalizza l’“opposizione sociale”, dolendosi per la sua miopia, ossia per il fatto che questo non gli riconosce il ruolo di mosca cocchiera della sinistra parlamentare.

L’esecutivo della sezione di Milano di Rivoluzione Comunista prendendo posizione su quest’ultima retata, osserva ed indica.

1º) La violenza dei gruppi clandestini è una violenza marginale nella lotta di classe che si svolge nel nostro paese.

2º) Le basi sociali di questa violenza sono piccolo-borghesi ed interclassiste. Prescindendo dai NAP, sterminati dallo Stato “democratico”, le espressioni presenti di “lotta armata” possono ricondursi a due tendenze. Una è il riformismo armato ed è incarnata dalle B.R.. L’altra è il radicalismo armato, di tipo movimentista e spontaneista e si esprime in “Prima Linea”. Entrambe le due tendenze riflettono lo svolgimento della crisi di regime in Italia; si intrecciano alla lotta inter-borghese; e ne sono, nella loro marginalità, parti integranti. Esse non hanno nulla da spartire con la lotta proletaria vera e propria, con la sua problematica (le condizioni della lotta di classe, il ruolo del potere statale, la crisi del sistema imperialistico ecc.); con la sua strumentazione (l’organizzazione operaia sul piano economico-sociale e la costruzione del partito); con il suo necessario e centrale obbiettivo (la dittatura dei proletariato).

3º) La violenza centrale, perora, è quella impiegata dal potere statale contro le masse proletarie.

4º) La retata del 21 dicembre, come prosecuzione della retata del 7 aprile, mette in evidenza, con la sua concatenazione, la compiuta militarizzazione della vita sociale. Mette cioè in luce il fatto che lo Stato imperialista tende in questo periodo di crisi acuta ad annientare ogni atteggiamento difforme.

5º) La “mostrificazione” degli arrestati e del loro passato, della stessa storia del decennio, ad opera della stampa e degli ideologi della democrazia marcescente, risponde alle esigenze di statalizzare il comportamento delle masse da parte dello Stato. Il che non è semplice “criminalizzazione” della cosiddetta “opposizione sociale”; ma rispecchia il tentativo del potere statale di ridurre a conformismo reazionario il comportamento di massa.

6º) La Sezione di Rivoluzione Comunista, condannando fermamente anche questa seconda retata contro gli elementi di ex “Potere Operaio” accusati di un’insurrezione semplicemente impossibile contro i poteri dallo Stato e richiedendo la scarcerazione degli arrestati sottolinea la necessità di una lotta ferma e decisa contro il potere statale fuori da ogni velleità riformatrice e redistributrice, più o meno armata, animata da chiari e genuini propositi classisti.

7º) Agire, operare, sulla linea di classe. Promuovere, sviluppare, rafforzare, l’organizzazione di lotta proletaria sul piano economico-sociale e su quello politico: i comitati di difesa operaia ed il partito.

SUPPLEMENTO a “Rivoluzione Comunista” del 31/12/2005 (Formato PDF)

Accadde oggi – Anni ’70 – 21/12/1979 was last modified: dicembre 21st, 2014 by glianni70.it

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