Accadde oggi – Anni ’60 – 31/12/1968

soriano ceccantiAccadde oggi – Anni ’60 – 31/12/1968

Marina di Pietrasanta (Lucca): una contestazione organizzata dal Movimento Studentesco di Pisa e da militanti di Potere Operaio di fronte all’esclusivo locale notturno “La Bussola” è duramente repressa dalle forze dell’ordine. Lo studente sedicenne Soriano Ceccanti, colpito da un proiettile, rimane paralizzato.

Una vergogna per l’Inps di Pisa

Hanno tolto la pensione di invalidità a Soriano Ceccanti, il ragazzo che nel Capodanno tra il  ’68 e il ’69 fu ferito dagli spari della polizia e rimase sulla sedia a rotelle tutta la vita. Una storia da conoscere, una vergogna da cancellare al più presto.
L’incredibile e vergognosa vicenda è stata resa pubblica dal blog di Paolo Brogi.
Soriano Ceccanti, vive su una carrozzella dal Capodanno del 1969, quando, sedicenne, fu colpito da un proiettile sparato dalle forze dell’ordine durante una manifestazione che contestava i “ricchi” che festeggiavano nell’esclusivo locale de La Bussola di Viareggio.
In qualche modo, Soriano Ceccanti è una “icona” del movimento del ’68 nel nostro paese.
Disabile al 100 per cento, Soriano è titolare di una pensione di invalidità. Una decina di giorni fa gli viene comunicato dall’Inps, a firma rag.Giacomo Tognini, che la pensione gli è stata sospesa, perché “da accertamenti risulta che la persona abita in Marocco”. Soriano abita a Pisa, come tutti sanno, e in Marocco ha trascorso lunghi periodi di recente per le  ragioni personali. Ceccanti, sbalordito, si sente dire da una funzionaria dell’Inps pisano che “la pensione viene sospesa se il beneficiario soggiorna all’estero per più di un mese”.
E che l’Inps, se sospetta che questo avvenga, può richiedere il passaporto dell’interessato. Ulteriormente sbalordito, e poiché non gli viene indicata, né la trova per suo conto, una simile norma, Soriano chiede a una esperta legislativa sulle invalidità (sito Handylex) che spiega: “Se lei mantiene la residenza in Italia non perde la provvidenza economica. Se trasferisce la residenza all’estero, perde il diritto”.
Soriano Ceccanti ha la residenza in Italia. Ricostruisce che l’Inps l’ha chiamato l’anno scorso a una visita di controllo (e aggiunge spiritosamente, perché è spiritoso: “Un miracolo può sempre capitare”) ma è appunto in Marocco, e manda un fax chiedendo di essere preavvisato con un certo anticipo. La cosa si ripete per una visita fissata allo scorso 15 gennaio, lui è via e al ritorno, a fine gennaio, fa domanda per la visita medico legale. Intanto però la pensione è stata “eliminata in via cautelativa”. A fine marzo viene visitato da una dottoressa coetanea che “si ricorda il fatto”, e gli chiede se abbia avuto un indennizzo… Passa un altro mese e l’Inps per raccomandata conferma che è disabile e ha diritto alla pensione. Va a ripresentare la domanda all’Inps e si infila in un battibecco con le impiegate cui spiega quanto gli costi tutta quella burocrazia: gli rispondono che se va tanto in giro tanto male non sta. (Soriano, male come sta, è salito per quattro volte sul podio delle paralimpiadi per la scherma italiana, in posti distanti come Tokyo o Sidney). E ammoniscono di togliergli di nuovo la pensione perché sta troppo tempo all’estero, e gli chiederanno il passaporto. Lui “non crede alle sue orecchie”: “Ma se invece che in Marocco andavo in Danimarca che se ne facevano del passaporto?” Alla sua protesta cercano invano la norma pertinente, dicono che gliela manderanno per mail, e non succede, perché la norma non esiste. In cambio gli arriva la lettera sugli “accertamenti”. La ua pensione è sospesa da febbraio. Ha messo le cose in mano a un’avvocata, passaporto compreso. Per sbloccare l’ “annullamento temporaneo della pensione”, e per tutte le eventuali ulteriori azioni legali. Ci vorrà del tempo, avrà ragione, nel frattempo però mangia e accende la luce, lui e chi dipende da lui. In passato, pagava con la pensione.
Viene da chiedersi: se l’Inps si è comportata così con Soriano Ceccanti che può contare su una rete di solidarietà e un pò di fama, come si sta comportando nei confronti di altri invalidi che magari non hanno la stessa possibilità di portare alla luce le vessazioni a cui sono sottoposti da quando la direzione Mastrapasqua ha deciso la linea dell’ultrarigore finanziario nella gestione dell’ente.

Quella notte davanti alla Bussola [La ballata della Bussola]

(1969)

Parole scritte in collettivo dal Gruppo del canzoniere Pisano
Interpretazione, e probabilmente musica, di Pino Masi

Album: Quella notte davanti alla Bussola, DS18, Dischi del Sole

La ballata è la cronaca fedele dell’episodio della contestazione avvenuta il 31 dicembre 1968 presso il locale alla gran moda “La Bussola” di Focette, in Versilia, dove alcuni studenti medi e universitari si erano recati (come il 7 dicembre a Milano per la celebre contestazione alla prima della Scala) per lanciare uova sui ricchi borghesi che si recavano al locale “chic” per festeggiare il capodanno col concerto delle due “vedettes” Fred Bongusto e Shirley Bassey. Partecipare al cenone e assistere allo spettacolo costava 36.000 lire dell’epoca, vale a dire l’intero stipendio mensile di un operaio della Fiat.

I rilievi all'indomani degli scontri (1° gennaio 1969)

I rilievi all’indomani degli scontri (1° gennaio 1969)

Gli studenti erano armati di uova; i carabinieri, di armi. Fu la prima volta in assoluto in Italia che i carabinieri spararono su una manifestazione studentesca. Lo studente Soriano Ceccanti, 16 anni, di Pisa, rimase paralizzato per tutta la vita. È diventato, oggi, un valente schermidore.

Soriano Ceccanti, oggi.

Soriano Ceccanti, oggi.

Una canzone che, nella sua parte finale, sembra scritta appena ieri. Nota da sempre come “La ballata della Bussola”, fu scritta “a caldo” dal Canzoniere Pisano (e interpretata da Pino Masi) all’indomani degli avvenimenti; il suo titolo proprio, così come dell’album Dischi del Sole che la contiene, è “Quella notte davanti alla Bussola”. Rimane tuttora il brano più noto del Canzoniere Pisano.

qlbuss

Quella notte davanti alla Bussola
nel freddo di San Silvestro
quella notte di Capodanno
non la scorderemo mai.

Arrivarono i Signori
sulle macchine lucenti
e guardavano con disprezzo
gli operai e gli studenti.

Le Signore con l’abito lungo
con le spalle impellicciate
i Potenti col fiocchino
con le facce inamidate.

Eran gli stessi Signori
che ci sfruttano tutto l’anno
quelli che ci fanno crepare
nelle fabbriche qui attorno.

Son venuti per brindare
dopo un anno di sfruttamento,
a brindare per l’anno nuovo
che gli vada ancora meglio.

Non resistono quei compagni
che li han riconosciuti
ed arrivano i pomodori
ed arrivano gli sputi.

Per difendere gli sfruttatori
una tromba ha squillato
quando già i carabinieri
hanno corso ed han picchiato.

Come son belli i carabinieri
quando picchiano con le manette
i compagni studenti medi
dai quattordici ai diciassette.

Non la smettono di picchiare
se il colonnello non alza un dito
sono l’immagine più fedele
del nostro ordine costituito

Già vediamo i carabinieri
che si stanno organizzando
per iniziare la caccia all’uomo
con pantere ed autoblindo.

Non possiamo andare via
né lasciare i dispersi
siamo ormai tagliati fuori
per raggiunger gli automezzi

Decidiamo di resistere
e si fan le barricate
sono per meglio difenderci
dalle successive ondate.

Dalla prima barricata
alla zona dei carabinieri
sono circa 40 metri
tutti sgombri e tutti neri.

Quando cominciano ad avanzare
uno di loro spara in aria
i compagni tirano sassi
per cercare di fermarli.

Loro si fermano un momento
poi continuano ad avanzare
non è più uno soltanto
sono in molti ora a sparare.

Dalla prima barricata
vediamo bene le pistole
ma dalla seconda i compagni pensano
che siano colpi di castagnole.

Ci riuniamo tutti insieme
alla seconda barricata
e gli sbirri tornano indietro
vista la brutta parata.

Ancora un’ora di avanti indietro
noi con i sassi loro sparando
e tutti crediamo che sparano a salve
anche da dentro un autoblindo.

Ma ad un tratto vedo cadere
un compagno alla mia destra
in ginocchio con un buco
ed il sangue sui calzoni

Mi volto e grido “Sparan davvero!”
e corro indietro di qualche passo
due compagni portano a spalle
il ferito nella gamba.

Correndo forte sulla strada
con alle spalle i carabinieri
vedo Ceccanti colpito a morte
trasportato sul marciapiede.

Malgrado gli sforzi per aiutarlo
è difficile trovar soccorso
mentre gli sbirri ti corrono dietro
e non ti danno un po’ di riposo.

Trovata un’auto utilitaria
e portato via Ceccanti
non ci resta altro da fare
che scappare tutti quanti.

Forse alla Bussola Per questa notte
i padroni si sono offesi
loro che ci offendono e che ci uccidono
per tutti gli altri dodici mesi.

Sarebbe meglio offenderli spesso
e non dare mai loro respiro
tutte le volte che lor Signori
capitano sotto il nostro tiro

E a questo punto mi sembra opportuno
fare qualche considerazione
sulle diverse brutte facce
che ci mostra oggi il Padrone.

Lui ha i soldi per comprarci
il lavoro per sfruttare
i suoi armati per ucciderci
la Tv per imbrogliare.

A noi non resta che ribellarci
e non accettare il gioco
di questa loro libertà
che per noi vale ben poco.

A noi non resta che ribellarci
e non accettare il gioco
di questa loro libertà
che per noi vale ben poco.


Accadde oggi – Anni ’60 – 31/12/1968 was last modified: dicembre 31st, 2014 by glianni70.it

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